Lo schieramento di Rimoli ricorda il 2008 e attacca l'ex sindaco sulle vecchie ordinanze

SAN LORENZO DEL VALLO – La risposta della lista numero due non si è fatta attendere. Nel comizio del 20 maggio, lo schieramento a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Rimoli ha replicato con fermezza alle accuse ricevute dalla squadra avversaria, rivendicando il lavoro svolto e lanciando un duro contrattacco basato su documenti contabili e retroscena politici.

Bnl

Ad aprire la serata è stato Giovanni Gallicchio, che ha voluto rimarcare la vicinanza della coalizione al territorio: «La lista numero due non sta chiusa nei palazzi, nascosta per costruire promesse, ma si muove in mezzo alla sua gente, come ha sempre fatto». Subito dopo, Angelo Filice ha sferrato un attacco frontale al candidato sindaco della lista numero uno, Luciano Francesco Marranghello, accusandolo di farsi vivo in paese solo in prossimità delle scadenze elettorali: «Viene qui ogni cinque anni promettendo posti di lavoro al Comune come se si trattasse di regalare caramelle ai bambini». Filice ha poi citato l'episodio di una famiglia locale a cui l'ex primo cittadino avrebbe promesso un impiego per il figlio: «Queste persone il posto di lavoro lo stanno ancora aspettando. Siamo stanchi di queste promesse fasulle, smettila una volta per tutte con le tue bugie perché è una vergogna. La terra appartiene a chi la suda, non a chi viene a fare il padrone solo in campagna elettorale». Il candidato ha poi criticato la linea degli avversari, definendola priva di programmi e focalizzata unicamente su attacchi velenosi contro Rimoli.
I progetti per i giovani e la cultura sono stati al centro degli interventi di Claudia Fusaro e Agostino Viceconte. Fusaro ha proposto una scuola di teatro «come luogo di accoglienza» e il potenziamento della scuola di musica con nuovi strumenti, puntando alla creazione di una sede universitaria distaccata sul modello di un conservatorio. Viceconte, 21 anni, ha replicato alle parole di Marranghello, che gli avrebbe consigliato di farsi da parte per dedicarsi solo all'università: «Sono qui orgoglioso di rappresentare il mio paese. L’attuale amministrazione non ha risolto tutti i problemi, ma molti li ha creati proprio Marranghello». Il candidato ha poi chiarito che le critiche alla dottoressa Adimari sarebbero «di natura politica e non personale», legate alla sua militanza. Sul caso Multiservice ha esibito documenti contabili del periodo 2011-2014 sostenendo che «emerge un deficit di 216 mila euro», accusando l’ex sindaco di dover «spiegare come ha gestito la società».  Viceconte ha poi accusato l’avversario di aver usato «come propaganda elettorale» l’inaugurazione del campo di Fedula nel 2010, avvenuta pochi giorni prima del voto. Infine ha ricordato una delibera del 2008 che limitava ai consiglieri comunali l’accesso agli atti a un’ora settimanale: «Il Presidente della Repubblica annullò quell’ordinanza definendola illegittima. Durante quel mandato Marranghello rimosse i consiglieri che non gli erano comodi».
Pasquale Motta ha rivendicato i risultati ottenuti dalla giunta uscente nei settori agricolo e infrastrutturale, ricordando che i progetti sui pescheti di Fedula sono stati «tra i primi finanziati dalla Regione Calabria». Il candidato ha annunciato contatti con la senatrice Caligiuri per promuovere i prodotti ortofrutticoli locali sui mercati europei con «un unico marchio di commercializzazione». Sulle opere pubbliche ha assicurato che «Calvario e campo di Fedula saranno completati entro pochi mesi», annunciando inoltre la nascita di «una squadra di calcio a San Lorenzo e una a Fedula». Infine ha rivendicato il recupero del castello: «Tutti i sindaci hanno provato a ristrutturarlo, ma solo Rimoli ci è riuscito». 
Il comizio si è concluso con l’intervento del sindaco uscente Vincenzo Rimoli, che ha ripreso il programma della candidata Martina Mosca e illustrato la visione amministrativa per San Lorenzo e Fedula. Rimoli ha espresso la volontà di trasformare San Lorenzo e Fedula in «due paesi belli, attrattivi, da favola», richiamando la riqualificazione della piazza della frazione e annunciando l’ipotesi di una fiera dell’agricoltura. 
Il primo cittadino ha poi risposto a Grazia Adimari in merito alle polemiche sollevate dal comitato Terzo di Firmo sulle condizioni stradali: «Anni fa, sotto la gestione Marranghello, le strade venivano livellate con scarti di rifiuti edilizi e i cittadini erano costretti a intervenire da soli con la carriola davanti alle proprie abitazioni. In quella zona esiste un'unica strada di competenza comunale, mentre le altre, in cattive condizioni, appartengono al territorio di Castrovillari. Il Comune non ha la capacità economica per intervenire senza un finanziamento specifico». Rimoli ha poi liquidato il comitato come uno «strumento puramente politico» finalizzato a sostenere la lista numero uno, rivelando che Claudia Fusaro, all’epoca vicepresidente del comitato, è stata rimossa dal gruppo di comunicazione interna non appena è stata ufficializzata la sua candidatura con la lista numero due. Il sindaco ha poi affrontato la questione della revoca della delega alla consigliera Sannuti nel 2020, oggi candidata all’opposizione, parlando di «venire meno del rapporto di collaborazione a causa di assenteismo e inefficienza conclamata su incarichi importanti come alcuni progetti concorsuali» e richiamando dati su presenze in giunta e in consiglio.
Sul fronte dei conti pubblici, Rimoli ha accusato Marranghello di essere un «bravissimo attore» e ha mostrato i documenti ufficiali relativi allo stralcio dei residui attivi: «I residui degli ultimi cinque anni rimangono, quelli antecedenti vengono eliminati per un'operazione di trasparenza e pulizia del bilancio». Esibendo una delibera del 20 maggio 2015, approvata a pochi giorni dalla fine del mandato dello stesso Marranghello, il sindaco ha dimostrato come l'ex primo cittadino avesse effettuato il riaccertamento straordinario cancellando oltre un milione di euro di residui attivi: «Ha fatto la stessa identica operazione contabile di cui oggi accusa noi». Riguardo alla massa debitoria di un milione e 400 mila euro, Rimoli ha spiegato che la cifra è stata ereditata dalla gestione liquidatoria del commissario che ha chiuso il dissesto: «Ben 800 mila euro appartengono all'Organismo Straordinario di Liquidazione (OSL), il disavanzo reale è quindi ridottissimo e recupereremo oltre 100 mila euro di incassi. Non si tratta di un nuovo debito complessivo come sostiene l'opposizione». Al contrario, Rimoli ha contestato i fondi spesi da Marranghello per il Piano Strutturale Comunale: «Soldi buttati, poiché i tecnici incaricati sono stati pagati ma si sono rifiutati di proseguire i lavori, arrecando un danno economico all'ente». In chiusura, il sindaco ha stigmatizzato la contestazione subita nel comizio del 19 maggio, invitando la cittadinanza alla calma e al rispetto reciproco: «Chiedo a tutti di mantenere toni pacifici e leali. La competizione elettorale passa e va vissuta con serenità, perché la mattina del 26 maggio San Lorenzo avrà bisogno, prima di ogni altra cosa, di una comunità unita».

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