Il consigliere sottolinea che i comuni possono modificare il PIAO

Navanteri

SAN MARCO ARGENTANO - «Ieri con il confronto tra Regione Calabria e Organizzazioni Sindacali è stato chiarito un punto decisivo: i Comuni possono modificare il PIAO per aumentare le stabilizzazioni dei TIS, con parere favorevole della Regione e copertura finanziaria fino a esaurimento fondi». Lo dichiara Antonio Parise, consigliere di minoranza di San Marco Argentano.

«Questo cambia il quadro -continua Parise-. La scelta fatta in precedenza a San Marco Argentano - solo due stabilizzazioni - oggi non è un punto fermo, ma una decisione che può essere corretta.
Lo avevamo detto: i TIS non sono una presenza marginale, ma una risorsa ormai strutturale. Con 16 tirocinanti che garantiscono quotidianamente i servizi comunali, fermarsi a due assunzioni è stato un errore di valutazione.
Quando, in consiglio comunale, avevamo chiesto di fare di più, ci era stato risposto che la COSFEL rappresentava un ostacolo insormontabile, quasi uno spauracchio che avrebbe impedito qualsiasi ulteriore assunzione. Oggi i fatti dicono altro. Dal tavolo Regione–Sindacati è emerso chiaramente che la COSFEL ha svolto un ruolo determinante e positivo, istruendo e sbloccando numerose pratiche; anche enti in riequilibrio o dissesto hanno ottenuto pareri favorevoli; decine di autorizzazioni alle assunzioni sono già state rilasciate, con altre in fase di definizione.
Questo conferma che fare di più era possibile già allora e che la nostra richiesta non era né irrealistica né demagogica, ma fondata e responsabile.
Dall'incontro di ieri è emerso anche che le graduatorie saranno vincolanti e per chi non rientra subito nelle stabilizzazioni sono previsti percorsi transitori tramite il Progetto GOL. Inoltre, la Regione ha ribadito l’obiettivo di non lasciare indietro nessun tirocinante.
Oggi, quindi, non ci sono più ostacoli tecnici né alibi politici. Il PIAO può essere nuovamente aggiornato. Le stabilizzazioni possono aumentare. San Marco Argentano può fare di più.
Correggere il tiro non è una sconfitta. È una scelta di responsabilità verso i lavoratori e verso la città. Adesso, un'altra la possibilità c’è. Sta all’Amministrazione comunale decidere se coglierla».

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