CATANZARO - La Fillea Cgil interviene con determinazione nel dibattito relativo alla realizzazione della nuova SS 106 Sibari-Coserie, con l’obiettivo di contribuire a un confronto serio, fondato su elementi concreti e sul rispetto degli accordi già sottoscritti.
«La Sibari-Coserie –si legge nella nota a firma di Simone Celebre, segretario generale Fillea Cgil Calabria, e Giuseppe De Lorenzo, segretario generale Fillea Cgil Cosenza-Pollino– non è solo un’opera strategica per il territorio, attesa da anni, ma può e deve rappresentare una leva reale di sviluppo, non solo sul piano infrastrutturale ma anche sotto il profilo occupazionale.
Proprio per questo, come Fillea Cgil, riteniamo necessario che la gestione dei lavori e dei flussi di manodopera deve seguire criteri di assoluta trasparenza e competenza.
Innanzitutto, è utile chiarire che l’intervento è articolato in due lotti distinti, come esplicitamente previsto nei Protocolli di legalità sottoscritti: il primo da Coserie a Corigliano Ovest e il secondo da Corigliano Ovest fino a Sibari. Questa suddivisione non è un mero dettaglio formale, ma sostanziale, perché ciascun lotto è regolato da strumenti precisi che disciplinano l’intera filiera delle imprese e l’organizzazione dei cantieri.
I Protocolli di legalità sono stati sottoscritti da soggetti istituzionali e attuatori di primario livello, tra cui la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Cosenza, ANAS S.p.A. e il Commissario Straordinario per la realizzazione degli interventi sulla SS 106 Jonica. Si tratta di accordi che rafforzano i presidi di controllo e definiscono obblighi stringenti per tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera».
In questo quadro, secondo la Fillea Cgil, il tema delle ricadute occupazionali va affrontato «con responsabilità e realismo».
«Il primo lotto -spiegano i segretari della Fillea Cgil- è stato affidato a Webuild, azienda già impegnata nel completamento del terzo Megalotto della SS 106. Questo elemento non è secondario, perché negli anni si è consolidato un patrimonio professionale d'eccellenza: maestranze qualificate, residenti proprio nel territorio di Corigliano-Rossano e nell’area della Sibaritide, che hanno maturato esperienza diretta insostituibile in cantieri di alta complessità.
Come Fillea Cgil riteniamo che è da questo capitale umano che bisogna ripartire. Le ricadute occupazionali devono prioritariamente valorizzare queste professionalità, garantendo continuità lavorativa e riconoscendo il valore della formazione acquisita sul campo. Allo stesso tempo, è evidente che ogni nuova fase dell’opera potrà generare ulteriore occupazione, ma questa dovrà necessariamente svilupparsi dentro un perimetro chiaro e regolato».
Per la Fillea Cgil è proprio questo il punto centrale. Il reclutamento della manodopera «non può e non deve essere lasciato alla discrezionalità». I Protocolli di Legalità, secondo quanto sottolineato, integrati dalla contrattazione d’anticipo, definiscono regole ferree: il monitoraggio della forza lavoro, la tracciabilità dei flussi di manodopera, la verifica delle modalità di reclutamento e il controllo dell’intera filiera delle imprese coinvolte, senza distinzione di livello.
«Si tratta di presidi fondamentali -aggiungono Celebre e De Lorenzo- che garantiscono legalità, trasparenza e rispetto dei diritti dei lavoratori.
Allo stesso modo, i protocolli rafforzano il controllo sulle condizioni di lavoro nei cantieri, ponendo al centro il tema della sicurezza, che per la Fillea Cgil rappresenta un principio non negoziabile. La qualità dell’opera passa inevitabilmente dalla qualità del lavoro, e questa non può prescindere dalla tutela della salute e della sicurezza attraverso la formazione di chi è impegnato quotidianamente nei cantieri.
In questo contesto, il ruolo del sindacato è fondamentale perché chiamato a monitorare questo processo, affinché una grande opera pubblica produca effetti concreti e duraturi per il territorio: lavoro regolare, qualificato, sicuro e trasparente.
La Fillea Cgil continuerà a svolgere il proprio ruolo di sentinella e mediatore istituzionale, nella consapevolezza che solo attraverso il pieno rispetto delle regole condivise si possono garantire vere ricadute occupazionali e uno sviluppo equilibrato per l’intera area della Sibaritide».
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