La benedizione del Vescovo nel giorno della Liberazione

CASSANO ALL'IONIO - Oggi, 25 aprile, Festa della Liberazione, riapre Parco del Cavallo. Condividiamo le belle parole e la benedizione di Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all'Ionio e Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana.

«Sibari risorge. Un messaggio di benedizione e speranza per la riapertura del Parco del Cavallo.
C'è qualcosa di antico, di sacro, nel modo in cui la terra resiste e Sibari lo sa da tremila anni: ha visto la gloria e la rovina, ha assaggiato il silenzio, raccontato il risveglio nei secoli, ha vinto l’oscurità e dato spazio alla luce che sempre, prima o poi, torna a passare attraverso le pietre, a incanalarsi nelle maceria, ad illuminare tutto.
Acqua e fango hanno cercato di soffocare questa memoria millenaria pochi mesi fa, quando la Sibaritide è stata colpita da una violenta alluvione, ma una vera memoria non può essere cancellata mai del tutto; si nasconde per un po', solo per riapparire, più viva, preziosa e consapevole di sé.
Il 25 Aprile rappresenta, per l’Italia tutta, una data di Liberazione e ora, in questa Calabria ferita e resiliente, Sibari onora la sua: una liberazione dal fango, certo, ma anche una liberazione che tende a qualcosa di più grande. Tende alla bellezza. Alla conoscenza. Tende, con una tensione che anima, a quell'incontro tra passato e futuro che solo la cultura può organizzare, che solo la cultura, in ogni misura, si può permettere.
In questo giorno voglio benedire con tutto il mio cuore, assicurando le mie preghiere, coloro che hanno lavorato duramente per ridare vita a questo luogo, il Parco Archeologico; benedico coloro che percorreranno questi sentieri con lo stupore dei bambini o la curiosità di coloro che cercano il senso; benedico questa terra, che ha portato il peso dell'acqua e ha mantenuto intatto ciò che le è stato affidato: la nostra storia.
La cultura non è un lusso per i tempi sereni ma è il respiro di un popolo, il filo che unisce le generazioni, la vera, tangibile prova che siamo stati qui, che abbiamo amato, costruito, sognato, sperato. Ogni parco, ogni museo, ogni teatro che ha riaperto dopo un disastro è un atto di fede nella vita, un “sì” gridato a gran voce contro ogni tentazioni di resa.
Possa il Parco del Cavallo essere di nuovo una casa per tutti: per i piccoli che poseranno gli occhi, per la prima volta, sui segni di una civiltà antica, per quei giovani che cercano se stessi, le proprie radici, per gli anziani custodi della nostra memoria che onorano ancora un tempo passato, per gli stranieri che arrivano da lontano e scoprono che la Calabria ha qualcosa da dire al mondo.
E, infine, prego perché questo 25 aprile resti indelebile nella storia di Sibari, come un lascito incantevole e delicato».

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