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Il vescovo auspica una pace concreta e condivisa

CASSANO ALL'IONIO - «Un anno fa, affacciandosi alla Loggia delle Benedizioni, Papa Leone XIV consegnò alla Chiesa e al mondo parole che non erano soltanto un soffio di benedizione, ma una vera indicazione di cammino: la pace del Cristo Risorto come pace “disarmata” e “disarmante”. In quelle due espressioni è custodita una sapienza evangelica di straordinaria forza: disarmata, perché non nasce dalla potenza, dal dominio, dalla contrapposizione; disarmante, perché libera il cuore dalla paura, spegne la logica del nemico, apre varchi di fraternità là dove sembrano prevalere diffidenza, conflitto e indifferenza». 

È quanto afferma, mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano All'Jonio, per la prima ricorrenza di Papa Leone XIV a Sommo Pontefice. «È questa la pace che la Chiesa è chiamata ad annunciare: non una parola di maniera -ha aggiunto-, non un sentimento fragile, non una tregua provvisoria, ma la forma concreta del Vangelo nella storia. Una pace che non arretra davanti alle ferite del mondo, che non tace dinanzi alle ingiustizie, che non confonde la mitezza con la debolezza. La pace cristiana è mite perché è forte dell’amore; è umile perché non cerca di imporsi; è perseverante perché sa abitare anche le notti della storia senza cedere alla rassegnazione». Per mons. Savino: «anche la nostra Calabria ha bisogno di una pace che disarmi le parole prima che diventino pietre, ricomponga i legami feriti, visiti le solitudini e trasformi le povertà in responsabilità condivisa. È da questa pace che può germogliare il bene comune invocato da Papa Leone XIV: non un’idea astratta, ma una casa più giusta, fraterna e abitabile per tutti. Al Santo Padre giunga l’affetto orante della Diocesi di Cassano all’Ionio. Il Signore lo sostenga nel suo servizio alla Chiesa universale, lo custodisca nella sapienza del discernimento, lo confermi nella forza mite del Vangelo e renda il suo pontificato sempre più segno di quella pace disarmata e disarmante di cui il mondo, oggi, ha urgente bisogno».

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