CASTROVILLARI - «Nell'Alto Ionio cosentino il soccorso urgente si misura prima in chilometri e soltanto dopo in minuti: sessantacinque chilometri di statale e di curve separano Mormanno da Trebisacce, ed è da lì che mercoledì pomeriggio è dovuta arrivare la squadra chiamata a spegnere il fuoco sviluppatosi sul tetto di un'abitazione. Più di un'ora di attesa, senza feriti per fortuna. E così i diciotto comuni, una fascia costiera che d'estate moltiplica i residenti e una viabilità che allunga ogni percorso, continuano a dipendere da presidi dei vigili del fuoco anche molto lontani». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.
«Il 27 gennaio il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità, con la sottoscrizione di tutti i capigruppo, la mozione che avevo presentato per la trasformazione del distaccamento volontario di Trebisacce in presidio permanente -Ricorda Laghi-. Quel voto impegnava la Giunta e il Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo con l’obiettivo di reperire le risorse e gli organici e a sollecitarne la trasformazione. Il distaccamento volontario è stato chiuso a luglio 2024, nonostante il Comune avesse già messo a disposizione a titolo gratuito un immobile ristrutturato e idoneo, mentre il Comando provinciale di Cosenza aveva definito il passaggio al presidio permanente non più procrastinabile».
«Il 10 giugno, nel corso di una visita ufficiale di esponenti del Governo -rammenta ancora il consigliere regionale- è stata annunciata la firma del decreto da parte del ministro Piantedosi: trentatré unità destinate a Trebisacce, quattro turni di servizio, apertura promessa entro la fine dell'anno dopo il passaggio alla Corte dei conti. Sono trascorsi tre mesi e senza alcuna novità. Nel frattempo, il 12 settembre, è stato sospeso anche il servizio antincendio boschivo che nel corso dell'estate aveva garantito almeno una copertura diurna. Quattro giorni dopo, quel tetto ha atteso i soccorsi per oltre sessanta minuti».
«Quali azioni sono state intraprese in attuazione della mozione e quali interlocuzioni sono state avviate con il Ministero dopo la firma del decreto? E lo stato di registrazione del provvedimento presso la Corte dei conti, i tempi di assegnazione del personale previsto e la data di attivazione del presidio, a che punto sono? -conclude Ferdinando Laghi-. I fatti accaduti, inoltre, ulteriormente dimostrano, semmai ce ne fosse bisogno, come, nelle more dell'apertura, vada comunque ripristinata una copertura operativa sul posto, perché nessuna comunità può restare senza soccorso tecnico urgente nell'attesa che un atto già firmato produca i suoi effetti. Personalmente, continuerò, con la dovuta determinazione, nel mio impegno per la tutela del territorio calabrese e i diritti della sua popolazione».
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