Il comitato cittadino solleva dubbi sulla scelta del sito

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MONGRASSANO - Il comitato spontaneo cittadino di protesta di Mongrassano ha emesso una nota riguardo alla questione del nuovo depuratore da costruire in C.da Cocchiato. Secondo quanto riportato, il progetto, originariamente gestito dalla precedente amministrazione, ha comportato l'inclusione dei territori dei comuni di Cerzeto e Cervicati, con conseguenti problematiche legate alla gestione e alla scelta del sito. La nota evidenzia diverse contraddizioni e preoccupazioni legate alla posizione scelta per l'impianto.

Di seguito il testo completo della nota: «Per quanto riguarda la questione del nuovo depuratore di Mongrassano che deve essere costruito in C.da Cocchiato, riguarda un progetto gestito dalla precedente Amm.ne, che inizialmente doveva riguardare esclusivamente solo alcune zone del comune di Mongrassano, con una gestione diretta, ma i ritardi di esecuzione, è vero che diedero possibilità di aggregare anche parte di territori dei comuni di Cerzeto e Cervicati, ma questo fece in modo di commissariare la gestione del progetto lasciando potere decisionale a chi il territorio non lo conosce. E da ciò che ne è emerso sono varie le contraddizioni che ne sono uscite fuori, a partire dal punto dove dovrebbe sorgere il nuovo depuratore, che si trova confinato in un'area classificata dal PAE zona alluvione o esondazione, e se si prova a spostarlo fuori dalla suddetta zona rossa, si incorre in un altro problema normativo, che è quello della distanza da una abitazione distante 89 m circa, con una disposizione legislativa che parla di un minimo di 100 metri di distanza. E a tutto questo la nuova Amm.ne, che aveva sollevato già il problema in campagna elettorale, dopo aver fatto vari passaggi istituzionali con il commissario e il suo gruppo di lavoro, si era attivata per dare un'alternativa riguardante l'individuazione di un nuovo sito, più avanti di un km circa, adiacente alla zona industriale vicino il mattatoio comunale, dando anche la possibilità a numerose famiglie situate più giù, di potersi collegare, e che invece ora non potrebbero. L'Amm.ne inoltre aveva prospettato questo spostamento a costo zero, perché si eliminava temporaneamente parte di un braccio di collegamento, utilizzare i costi di quest'ultimo per traslare in avanti nel nuovo sito il depuratore, con le concessioni bonarie dei proprietari dei terreni coinvolti nel nuovo tracciato. Insomma una soluzione che potrebbe essere risolutiva e vantaggiosa, ma la risposta resta agli organi competenti».

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