Un secolo di vita tra fede e solidarietà

COSENZA - La città di Cosenza ha celebrato domenica 8 marzo un traguardo raro e prezioso: il centesimo compleanno della signora Carolina Blasi. Una vita, la sua, che attraversa un secolo di storia italiana, dalla guerra alla ricostruzione, rappresentando un ponte vivente tra passato e presente.

L’Amministrazione comunale, rappresentata dal consigliere Gianfranco Tinto e dall’assessore Damiano Cosimo Covelli, ha omaggiato la centenaria con una targa commemorativa, simbolo della gratitudine dell'intera comunità cosentina.
La celebrazione è stata arricchita da una testimonianza di profonda fratellanza cristiana. Tra i presenti, il pastore Paolo Giovannini, fondatore della missione cristiana evangelica a Cosenza, ha ricordato con commozione gli inizi del suo ministero. Quando, giovanissimo, lasciò Roma e le comodità per rispondere alla "chiamata" in Calabria e fu proprio la signora Carolina ad offrirgli una sistemazione abitativa nella nuova città.
A rendere l'atmosfera ancora più toccante è stato il racconto della figlia di Carolina, Daniela, che ha svelato un episodio emblematico del legame con il pastore Giovannini. Molti anni fa, mentre la signora Blasi era ricoverata a Roma e necessitava di un'urgente trasfusione, il pastore, condividendo lo stesso gruppo sanguigno, non esitò a partire da Cosenza per raggiungere la capitale e donare il proprio sangue.
«Queste cose non si dimenticano» ha sottolineato Daniela, elogiando la figura del fedele servo di Dio e il loro legame che va oltre l'amicizia, radicato in una fede comune e in un amore fraterno che ha superato ogni prova.
Anche Debora, moglie del pastore, ha voluto porgere i suoi auguri a Carolina, definendola donna preziosa e silenziosa dalla fede incrollabile. Un momento di particolare commozione si è avuto quando il nipote della centenaria, Emanuel, ha ricordato la figura di Susanna Giovannini, figlia del pastore, prematuramente scomparsa e colonna del dialogo ecumenico cosentino, a cui la famiglia Blasi era profondamente legata.
Nonostante il secolo di vita, la signora Carolina ha preso la parola con estrema lucidità, rivolgendo il suo primo pensiero a Dio: «A Lui devo la mia lunga vita», ha dichiarato, ringraziando poi i figli per l’amore e le attenzioni che le riservano e tutti i presenti per l'affetto ricevuto. Ha voluto inoltre dedicare un pensiero a chi soffre, mettendo nelle mani del Signore tutti coloro che sono costretti in un letto di infermità.
Con un sorriso nonna Carolina, ha concluso i festeggiamenti augurando a tutti i presenti di poter raggiungere la sua veneranda età con la stessa serenità e speranza nel Signore.

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