VACCARIZZO ALBANESE - L'identità arbëreshe è una storia che continua a generare comunità, dialogo e futuro. È una cultura che ha saputo custodire le proprie radici aprendosi agli altri, trasformando la memoria dell'accoglienza in un modello di convivenza.
È questa la riflessione che il Salotto Diffuso proporrà domani (martedì 28 luglio) con la presentazione del volume “Sono un Arbëresh. Acquaformosa, terra di resistenza civile e incontro di popoli”, dedicato ad una delle esperienze più significative dell'Arbëria contemporanea.
È quanto fa sapere il sindaco Antonio Pomillo, annunciando il nuovo appuntamento della dodicesima edizione di Vakarici – Il Salotto Diffuso d'Estate. L'iniziativa, promossa in collaborazione con il Sistema Accoglienza Integrazione (SAI) e con l'Associazione Don Vincenzo Matrangolo ETS, si terrà alle ore 19 in Piazza Skanderbeg.
Firmato dal giornalista Francesco Donnici, con Giovanni Manoccio, il libro ripercorre l'esperienza di Acquaformosa, comunità arbëreshe diventata negli anni un punto di riferimento nazionale per le politiche dell'accoglienza e dell'integrazione. Attraverso storie, testimonianze e vicende personali, il libro racconta come una piccola comunità delle aree interne abbia saputo trasformare la propria identità storica in una risorsa per il presente, dimostrando che custodire le radici significa anche saper costruire ponti tra popoli e culture.
Ad aprire l'incontro saranno i saluti istituzionali del vicesindaco Giuseppe Borrelli. Interverranno Angelo Broccolo, medico e attivista politico, e Luigi Promenzio, medico e ambasciatore dell'Associazione Don Vincenzo Matrangolo. A concludere sarà Giovanni Manoccio, protagonista del libro e figura simbolo di un modello di accoglienza riconosciuto ben oltre i confini calabresi. A moderare il confronto sarà Annalisa Ferraro, coordinatrice del Sistema Accoglienza Integrazione di Vaccarizzo Albanese.
L'appuntamento si inserisce nel percorso culturale che il Salotto Diffuso dedica ai temi dell'identità, della memoria e della cittadinanza attiva. Dopo aver raccontato nei precedenti incontri la storia, la letteratura e il patrimonio culturale dell'Arbëria, il cartellone estivo propone adesso una riflessione su un'altra delle grandi eredità delle comunità arbëreshë: la capacità di trasformare l'esperienza storica dell'esilio in una cultura dell'accoglienza, del dialogo e dell'incontro tra popoli.
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