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In passato era stato anche a Spezzano Albanese

SPEZZANO ALBANESE - Un sacerdote originario della provincia di Cosenza, oggi al centro della cronaca nazionale, ha patteggiato una pena di un anno e quattro mesi di reclusione per tentata rapina e lesioni aggravate ai danni di una donna con cui aveva avuto una relazione sentimentale. Nella ricostruzione della sua carriera ecclesiastica emerge anche un periodo trascorso a Spezzano Albanese, dove era rimasto per qualche tempo prima di essere trasferito.

I fatti
L’episodio risale al settembre 2021. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il sacerdote si sarebbe presentato nell’abitazione della donna con l’obiettivo di impossessarsi dei gioielli custoditi in casa. Qui avrebbe strattonato e colpito alla testa la vittima con un lingotto metallico, costringendola ad aprire la cassaforte e a consegnare i monili in oro. 
La rapina non è stata portata a termine grazie all’intervento del figlio della donna che, allertato dalla madre, è arrivato rapidamente insieme alle forze dell’ordine. Il sacerdote è stato quindi bloccato sul posto.

Il processo e il risarcimento
Il procedimento giudiziario si è concluso con il patteggiamento dopo che l’imputato aveva risarcito la donna con quattromila euro. La somma è stata successivamente devoluta in beneficenza dalla persona offesa.
Per il legame affettivo avuto in passato con il sacerdote, la donna non si è costituita parte civile e avrebbe anche tentato di ritirare la querela. Tuttavia, trattandosi di un reato procedibile d’ufficio, l’azione penale è andata avanti fino alla definizione della pena.
Dagli atti emerge inoltre che il religioso avrebbe manifestato pentimento per quanto accaduto, chiedendo di accedere al rito alternativo.

L’incarico attuale
Recentemente il sacerdote aveva ricevuto un incarico come cappellano in una struttura ospedaliera del Nord Italia. 

L'Arcidiocesi di Rossano-Cariati
Questa mattina, l’Arcidiocesi di Rossano Cariati, ha diffuso un comunicato in cui scrive: «Nel venire a conoscenza delle notizie riguardanti un proprio sacerdote, in relazione ad azioni a lui attribuite e attualmente oggetto di attenzione, desidera esprimere quanto segue: profondo dispiacere e sincero rammarico per quanto emerso; sincera vicinanza, umana e spirituale, nonché piena solidarietà alla persona vittima dei fatti segnalati; totale fiducia nell’operato della magistratura».

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