Commissione d’inchiesta e accesso agli atti tra le richieste avanzate

SPEZZANO ALBANESE - «Il devastante incendio che nella giornata di ieri ha colpito l’area termale di Spezzano Albanese ha lasciato sgomenta un’intera comunità. Lo scorso giugno la delegata al termalismo aveva annunciato, con toni trionfalistici e foto propagandistiche, l’avvio dei lavori di messa in sicurezza del parco termale. Quali sono questi lavori di messa in sicurezza se poi il parco termale brucia come non aveva mai fatto prima?».

Bnl

È quanto si legge in un comunicato ufficiale dei consiglieri del gruppo “Il Coraggio di Cambiare” di Spezzano Albanese, nel quale si aggiunge: «Ieri il silenzio di tutta l’Amministrazione, impegnata a tagliare nastri, stappare bottiglie e posare per le foto di rito, mentre il parco termale bruciava. 
Oggi le dichiarazioni della delegata, che quasi si sveste della sua carica indossando i panni della cittadina, per poi promettere il solito impegno incessante nel goffo tentativo di celare quelle che sono le vere responsabilità.
Ci teniamo a ringraziare per il grande lavoro svolto Calabria Verde, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Carabinieri, Polizia municipale, i Falchi e tutti i volontari.
L’incendio non è stato soltanto un evento accidentale (le cui cause sono da chiarire): è il risultato diretto dell’abbandono istituzionale, della mancata manutenzione, dell’assenza di sistemi di sorveglianza e prevenzione, e della negligenza nell’attuare politiche di tutela di un patrimonio storico e ambientale.
È da quando siamo in Consiglio comunale che poniamo l’accento sullo stato in cui versa il parco termale, sulla scellerata gestione del sindaco Nociti, sui lavori di manutenzione che non trovano riscontro nella realtà.
Da quando il Comune di Spezzano Albanese è rientrato in pieno possesso delle Terme, nel 2020, abbiamo assistito alla loro devastazione, al loro abbandono, a furti e incendi.
Non è la prima volta, gli incendi ci sono stati anche nel 2020 e nel 2024. È cosa hanno fatto per impedirlo?
Chi governa da 11 anni consecutivamente non può sfuggire alla proprie responsabilità. 

A tal proposito, rivolgiamo pubblicamente le seguenti domande all’Amministrazione comunale:
•    Quali misure di prevenzione incendi sono state adottate negli ultimi mesi?
•    Esiste un piano aggiornato di gestione del rischio per l’area termale, come previsto dalla normativa regionale e dal Piano di Protezione Civile comunale?
•    Quali azioni concrete sono state messe in campo per valorizzare e mettere in sicurezza le Terme?

Alla luce della gravità della situazione, chiediamo formalmente:
• L’apertura immediata di un’indagine amministrativa interna per accertare eventuali omissioni e responsabilità.
• La pubblicazione integrale dei documenti relativi alla gestione delle Terme dal 2020, inclusi fondi, bandi e piani non attuati.
• La costituzione di una commissione consiliare di inchiesta con poteri di accesso agli atti e possibilità di audire tecnici e funzionari coinvolti.

È dovere di chi amministra prevenire, non giustificarsi dopo.
Chi ha permesso che un bene pubblico divenisse preda dell’incuria, oggi deve rispondere politicamente di questo disastro.
Continueremo a chiedere trasparenza, verità e giustizia per le Terme di Spezzano Albanese». 

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