Al via le iniziative, primo incontro il 7 maggio al Piccolo Teatro Popolare

Navanteri

TARSIA - L’amministrazione comunale di Tarsia avvia il percorso istituzionale di valorizzazione della figura e dell’opera del medico tarsiano Marco Aurelio Severino, anatomo-chirurgo tra i più autorevoli del Seicento e autore della Zootomia democritea, considerata la prima opera moderna di anatomia comparata.

Bnl

«Una scelta che non guarda soltanto alla riscoperta e alla condivisione della sua memoria con il mondo della cultura e della scuola, ma che apre una traiettoria più ampia e finora inedita: raccontare il contributo distintivo della Calabria alla storia della medicina universale, restituendo centralità ad un pezzo distintivo e inedito della nostra regione che finora nessuno ha mai raccontato».
È quanto fa sapere il sindaco Roberto Ameruso, annunciando la prima tappa di questo percorso, in programma giovedì 7 maggio 2026, alle ore 17.30, al Piccolo Teatro Popolare di Tarsia, con l’evento Verso il Premio Città di Tarsia – Marco Aurelio Severino, dedicato al tema “Il contributo distintivo della Calabria alla storia della medicina universale” e alla presentazione del libro “Il medico a rovescio – Marco Aurelio Severino nell’Europa del Seicento”, di Aurelio Musi, edito da Rubbettino.
L’iniziativa nasce da un’idea precisa: inserire Severino dentro una narrazione regionale più grande, capace di restituire alla Calabria il ruolo avuto nella costruzione del pensiero medico e scientifico occidentale. 
Da Alcmeone e dalla Scuola medica crotoniate, tra le esperienze più avanzate del mondo antico, a Bruno da Longobucco, padre della chirurgia moderna medievale; dai fratelli Boiano di Tropea, pionieri dell’antica autoplastica italiana, fino ad altri protagonisti già censiti tra i marcatori identitari distintivi della Calabria Straordinaria, la regione custodisce punti di non ritorno nella storia della medicina. In questa genealogia scientifica, Severino rappresenta una figura che ha tutte le caratteristiche per entrare nel Pantheon dei MID, per la portata innovativa della sua opera e per il primato legato al valore delle sue scoperte mediche.
La presentazione del volume di Aurelio Musi rappresenta il primo passaggio pubblico verso l’istituzione del Premio Marco Aurelio Severino – Città di Tarsia, che sarà destinato a personalità distintesi nel campo medico-scientifico. Il percorso proseguirà con una seconda fase rivolta soprattutto alle scuole cittadine: mercoledì 20 maggio, sessanta studenti delle medie saranno coinvolti in un viaggio formativo a Napoli, al Museo di Anatomia Umana dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, il cui nucleo originario risale proprio all’opera di Severino. La tappa conclusiva è prevista nei primi giorni di novembre 2026, in coincidenza con l’anniversario della nascita di Severino a Tarsia, il 2 novembre 1580, con la cerimonia ufficiale di consegna del Premio nel Piccolo Teatro Popolare.
Il percorso dedicato a Severino rafforza anche la rete culturale e museale di Tarsia, già impreziosita dalla Biblioteca Civica Marco Aurelio Severino, destinataria del finanziamento triennale del Fondo per l’Editoria del Ministero della Cultura, dal Museo Civico e della civiltà contadina e dalla Biblioteca della Memoria Ernst Bernhard custodita nel Museo Internazionale della Memoria di Ferramonti e dalla Biblioteca Naturalistica Calabrese della Riserva, tra le pochissime in Italia a carattere specialistico nel campo delle scienze naturali e ambientali.
«Valorizzare Marco Aurelio Severino -conclude il sindaco Ameruso- significa restituire profondità alla propria identità e rafforzare la costruzione di una destinazione turistico-naturalistico-culturale fondata su memoria, scienza, ambiente e conoscenza. Tarsia vuole contribuire al rafforzamento di una narrazione diversa, nuova, valorosa della Calabria e lo vuole fare anche attraverso figure come questa che raccontano una regione che non è mai stata periferia del sapere, ma luogo generatore di intuizioni, opere e primati capaci di parlare ancora oggi al mondo».

@Riproduzione riservata

L'Editoriale

Non chiederò scusa per essere viva

Esiste una grammatica antica del sopravvivere, e impone alla vittima un debito. Chi scampa deve giustificarsi di essere ancora qui, deve abbassare la voce, deve rendersi piccolo per non disturbare chi sta peggio o chi non ce l'ha fatta.

Controcorrente

La strage che non cambierà nulla

Della strage dei braccianti di Amendolara, se non per ragioni meramente di cronaca giudiziaria e “gossip mediatico”, dopo i funerali, già, non se ne riparlerà più.All’indignazione del momento, allo sconcerto dell’opinione pubblica per la inaudita...

Parresia

La sanità che scompare nel silenzio: cittadini traditi da promesse e rinvii

Pillole di pediatria

Pillole di Pediatria: alla scoperta della Malattia di Kawasaki

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Un singolare diario epistolare

Gusto e Benessere

Insalata di albicocche e feta

Pubblicità

Pubblicità