SAN LORENZO DEL VALLO - Il Consiglio comunale di San Lorenzo del Vallo ha approvato il 29 luglio il Rendiconto 2025 e il PEF TARI 2026-2029 con i soli voti della maggioranza guidata dal sindaco Vincenzo Rimoli. La seduta, però, è stata accesa dallo scontro con il gruppo consiliare di minoranza, che ha votato contro entrambi gli atti e ha annunciato la trasmissione delle carte alla Corte dei conti.
Al centro delle contestazioni c'è la lettura dei dati che, secondo l'opposizione, sarebbe mistificata tanto che lo stesso gruppo consiliare contesta l'avanzo di 2,3 milioni rivendicato dall'Amministrazione, definendolo «una illusione contabile».
In una nota diffusa dal gruppo guidato da Luciano Marranghello, i consiglieri di minoranza scrivono: «Applicando gli accantonamenti obbligatori per legge - oltre 5,6 milioni tra FCDE e FAL - il Comune risulterebbe sotto di più di 3,3 milioni». Nello stesso documento la minoranza denuncia anche un nuovo disavanzo di 247mila euro maturato nel 2025, primo anno dopo l'uscita dal dissesto, da ripianare in tre anni.
Critiche pure sull'equilibrio di bilancio, con “l'indicatore W3 negativo per quasi due milioni”, segno che «il bilancio non sta in piedi». Il gruppo contesta poi una norma per il ripiano del disavanzo dichiarata incostituzionale nel 2020, con un rilievo del Revisore dei conti che avrebbe imposto la correzione del bilancio 2026-2028. Nel mirino anche la TARI, con importi giudicati incoerenti tra richiesta ai cittadini e allegati tecnici.
I quattro consiglieri -Marranghello, Iantorno, Mosca e Magnavita- hanno chiesto che le loro relazioni fossero allegate agli atti e inviate alla Sezione regionale di controllo e alla Procura contabile della Calabria. «La democrazia non ha bisogno di applausi. Ha bisogno di verità», la chiusura del gruppo. Ora la parola passa agli organi di controllo.
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