SAN LORENZO DEL VALLO - Si è svolta oggi, 12 agosto alle ore 15:30, la seduta del Consiglio comunale di San Lorenzo del Vallo, apertasi in un’aula partecipata da oltre trenta cittadini e segnata da un dibattito a tratti vibrante, nel quale non sono mancate frizioni tra maggioranza e opposizione pur restando nell'alveo del confronto istituzionale.
Prima dell'avvio della seduta, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria del dipendente comunale Francesco Motta, recentemente scomparso. Subito dopo si è trattato il primo punto all'ordine del giorno, ovvero la lettura e l'approvazione dei verbali della seduta precedente. Il capogruppo di opposizione, Luciano Marranghello, ha sollevato in merito due questioni: la mancata iscrizione all'ordine del giorno di una mozione presentata dalla minoranza, definita «una lesione delle prerogative dell'opposizione», e la presenza in aula di consiglieri esterni durante la seduta precedente, contestata sulla base delle norme regolamentari. A seguito della discussione si è votato, con voti favorevoli della maggioranza e voti contrari dell'opposizione.
Il secondo punto all'ordine del giorno ha riguardato la nomina della Commissione per la formazione degli elenchi dei giudici popolari, con l'elezione a scrutinio segreto di Angelo Filice per la maggioranza ed Elena Magnavita per la minoranza.
Si è passati poi al terzo punto all'ordine del giorno, ovvero la discussione dell'assestamento generale di bilancio e alla salvaguardia degli equilibri per l'esercizio 2026, illustrati dall'assessore De Marco attraverso un'articolata relazione finanziaria. Su questo passaggio, Marranghello ha espresso delle critiche, sostenendo che la relazione dell'assessore cercasse di «aggirare alcuni problemi evidenti» e richiamando i rilievi del revisore dei conti sul rispetto dei termini di legge e sulla tempestività dell'approvazione, giunta solo dopo la diffida del prefetto.
Sul fronte economico del Comune, Marranghello ha evidenziato come del fondo cassa di 2 milioni e 93 mila euro, «ben 2 milioni e 80 mila euro siano somme vincolate», dunque il vero attivo della cassa comunale sarebbe di soli 13mila euro, rispetto a debiti commerciali per quasi due milioni di euro relativi a fatture non saldate.
A queste contestazioni ha risposto direttamente il sindaco, Vincenzo Rimoli, ripercorrendo la genesi storica del disavanzo comunale. Il primo cittadino ha chiarito come una quota rilevante della massa debitoria, derivante da un debito originario di circa 4 milioni di euro accumulato da amministrazioni di decenni fa, sia stata «ristrutturata con piani di ammortamento trentennali consentiti dalle normative dell'epoca», poi ridiscussi a seguito delle pronunce della Corte Costituzionale del 2021. Rimoli ha inoltre chiarito come i 2 milioni e 80 mila euro siano «somme vincolate», dunque somme di cui il comune materialmente dispone per pagare le fatture non saldate, e di come ai 13mila euro di attivo vadano aggiunti oltre 800mila euro a disposizione di ulteriore attivo come proventi dalle anticipazioni di tesoreria, voce economica non elencata dalla minoranza in questa analisi. Il punto è stato infine approvato con il voto favorevole della maggioranza e il voto contrario dell'opposizione.
Ampio spazio è stato dedicato poi al quarto punto all'ordine del giorno, il piano di rientro del disavanzo di amministrazione 2025 relativo alla contabilità finanziaria. Marranghello ha espresso netta contrarietà, evidenziando come al disavanzo storico di oltre 3 milioni si sia aggiunto «un ulteriore disavanzo certo di circa 82 mila euro». La contestazione principale della minoranza ha riguardato le modalità di copertura, ritenendo rischioso «bilanciare uscite certe con entrate presunte», legate al recupero di tributi come Tari e Imu. Il consigliere De Marco e il sindaco Rimoli hanno difeso l'impostazione della delibera: la maggioranza ha sottolineato che i ritardi nell'incasso sono legati a «criticità organizzative e tempi tecnici di emissione dei ruoli», e che i proventi da Imu, Tari e servizio idrico rappresentano «entrate certe e puntuali nell'arco dell'esercizio», trovando riscontro nelle «valutazioni positive» espresse dal revisore dei conti sulla fattibilità del rientro annuale. Anche in questo caso, si è registrato il voto contrario dell'opposizione e il voto favorevole della maggioranza.
In chiusura, il clima si è disteso in occasione dell'approvazione del nuovo regolamento per l'affidamento degli incarichi legali a professionisti esterni. L'assessore Agostino Viceconte ha presentato il testo spiegando la riorganizzazione del sistema: «l'albo, precedentemente diviso in due sezioni, viene unificato e reso sempre aperto alle iscrizioni, con un aggiornamento su base annuale. Questa formulazione garantisce la rotazione e l'accesso ai nuovi professionisti nel rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza, senza dar luogo a graduatorie di merito o procedure concorsuali». In questo punto il capogruppo di opposizione si è detto soddisfatto dall'esposizione di Viceconte, con l'atto che è stato approvato all'unanimità.
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