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La lettera del vescovo per l’avvio del nuovo anno scolastico

CASSANO ALL'IONIO - Una lettera aperta al mondo della scuola, indirizzata a dirigenti, insegnanti, personale e studenti. A firmarla è monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, che in vista del nuovo anno scolastico dedica un pensiero a ciascuna delle sue componenti. Riportiamo di seguito le parole del presule.

«Cari ragazzi, dirigenti, insegnanti, personale tutto, vi scrivo queste righe guardando la nostra terra. La Diocesi di Cassano all'Jonio porta i segni del travaglio, ma custodisce anche una bellezza e una tenacia che non hanno pari. Quella forza silenziosa di chi sa che, dopo l’inverno, la terra torna sempre a fiorire. La scuola non è un semplice edificio di mattoni: è il luogo dove impariamo a non lasciarci mai soli. È la nostra grande officina di umanità.
Per questo, oggi non vi scrivo per darvi indicazioni, ma per riconoscervi il valore immenso di ciò che siete e fate ogni giorno.
Ai dirigenti scolastici chiedo di essere i costruttori di porti sicuri. In un mondo che corre e spesso disorienta, il vostro compito non è solo gestire regole, ma creare quell’approdo dove ogni ragazzo sa di poter trovare una direzione, anche quando il mare della vita si fa grosso e la tempesta sembra avvolgere tutto.
Ai professori dico: siate gli artigiani del fuoco. Non siete lì per riempire le teste di nozioni, ma per accendere scintille. Siete coloro che sanno guardare un blocco di marmo grezzo e vedere, con pazienza e amore, il capolavoro che c’è già dentro, pronti a lavorare con lo scalpello della vostra passione per farlo emergere.
Al personale amministrativo e tecnico va il mio pensiero riconoscente per essere le radici invisibili. Spesso chi guarda un albero maestoso ammira solo i rami e i frutti, ma sono le radici, nel silenzio e nella fatica quotidiana, a tenere in piedi la pianta e a nutrire l’ambiente. Senza di voi, la scuola perderebbe il suo suolo fertile.
E poi ci siete voi, Ragazzi. Siete i navigatori di un oceano inesplorato. Noi adulti vi abbiamo dato le mappe del passato, ma il mare che dovete solcare è tutto da inventare. Avete il vento in poppa, anche quando vi sembra di andare controcorrente.
A voi, giovani, voglio lasciare una certezza: io credo in voi! Credo nella vostra ribellione sana, nei vostri dubbi, nella vostra capacità di sognare ciò che noi a volte non osiamo più. Non abbiate paura di sbagliare, perché l’errore non è una condanna, ma la bussola che vi indica la strada giusta. Questa terra ha bisogno del vostro coraggio, della vostra luce, della vostra voglia di cambiare il mondo. Noi vi siamo vicini, non per indicarvi la via dall’alto, ma per camminare al vostro fianco, passo dopo passo. Il futuro non è qualcosa che accade. Il futuro siete voi, e noi siamo qui per voi».

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