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Il consigliere regionale: “Il Rappresentante Sorgenia non ha voluto rispondere alle mie domande, mortificando così la stessa Istituzione Regionale”

LAINO BORGO - Dopo la lunga discussione in Sesta Commissione Consiliare sull’abrogazione dell’articolo 14 della Legge regionale 36/2024, proposto dal Consigliere regionale Ferdinando Laghi e che prevede il contingentamento della potenza delle centrali a biomasse nelle aree protette calabresi, arriva il commento al veleno del Capogruppo di De Magistris Presidente.

Per Laghi “anche Sorgenia, dopo Enel, considera con ogni evidenza i diritti dei calabresi opzioni che possono essere tranquillamente ignorate. Forse anche grazie al supporto che la Società riesce a ottenere con i generosi supporti economici elargiti localmente, che tuttavia sono solo briciole rispetto a quanto incassato con la produzione di energia ma, soprattutto, con gli incentivi economici collegati (soldi di tutti noi!)”.
“Il comportamento tenuto dal Presidente della Mercure srl, società gestore della Centrale del Mercure, controllata da Sorgenia, durante l’audizione del 7 gennaio in Sesta Commissione Regionale, è stato tanto illuminante, quanto riprovevole – continua il capogruppo in Consiglio Regionale di De Magistris Presidente -. Per non prolungare i tempi di una seduta già lunghissima, ho chiesto al Presidente della Mercure srl, mentre effettuava il suo intervento, la disponibilità a fornire per iscritto le risposte alle numerose domande che mi ero preparate, riguardanti la Società da lui rappresentata, come per altro già fatto, a suo tempo, con Enel. Ottenuto una risposta affermativa (data al microfono, udita dai presenti e registrata agli atti della Commissione), evitavo perciò di porre le domande alle quali, per altro, avevo cercato di ottenere già da tempo risposta, attraverso una interlocuzione, sia verbale che scritta, con la Società, ottenendo sempre un ostinato e immotivato rifiuto. Sono perciò rimasto esterrefatto quando, al termine delle audizioni, uscendo dall’aula il Presidente della Mercure srl mi comunicava che ci aveva ripensato e che non avrebbe fornito alcuna risposta alle domande che gli fossero pervenute”.
“Un atteggiamento prepotente e arrogante che, a mio avviso, mortifica non tanto me, come persona, ma l’Istituzione Regionale stessa e dà forte l’immagine di un comportamento padronale che non può essere tollerato. Rimane il fatto, assai grave e che induce a gravi dubbi – conclude il Consigliere Laghi - che una necessaria e dovuta trasparenza venga negata, senza alcun accettabile motivo, da parte di chi dovrebbe sentirsi ben diversamente obbligato nei confronti di una terra che non è, né deve più essere considerata terra di conquista”.

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