MORANO CALABRO - Resta in stato di detenzione il cinquantaseienne di Morano Calabro arrestato nei giorni scorsi dai Carabinieri Forestali con l'accusa di aver appiccato un incendio in località Vado, fuori dal perimetro del parco del Pollino. Il gip Carmen Ludovica Bruno ha convalidato questa mattina, venerdì 7 agosto, il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere, ravvisando gravi indizi di pericolosità a carico dell'uomo.
L'interrogatorio si è svolto nella casa circondariale di Castrovillari. L'indagato ha risposto alle domande del giudice alla presenza del suo legale, l'avvocato Luca Donadio, che non si è opposto alla convalida dell'arresto ma ha chiesto l'applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il gip non ha accolto la richiesta della difesa, disponendo invece la custodia in carcere così come richiesto dal pubblico ministero.
L'arresto era scattato nei giorni scorsi a conclusione di un'articolata attività investigativa condotta dal Nucleo Carabinieri Forestale di Castrovillari insieme ai colleghi dei Nuclei Parco di Morano Calabro e Mormanno. Le indagini, dirette dal tenente colonnello Adolfo Mirabelli, comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza, sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo era da tempo tenuto sotto osservazione. A incastrarlo sarebbero state le immagini riprese con un drone dell'Arma, che avrebbero documentato il momento in cui avrebbe appiccato il fuoco a bordo strada, per poi allontanarsi senza sapere di essere osservato dalle forze dell'ordine.
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini. Allo stato attuale delle cose non risultano riscontri che colleghino l'episodio in oggetto agli altri roghi divampati nelle ultime settimane nel territorio del Pollino. La responsabilità penale, si ricorda, sarà accertata solo con una sentenza definitiva.
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