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Il 13 settembre la terza edizione del festival

CIVITA - Un festival che guarda alla terra, ma soprattutto al futuro. È questo lo spirito della terza edizione di “Itinerari Culturali”, in programma il 13 settembre a Civita, che vedrà riuniti agricoltori, produttori, istituzioni, associazioni e comunità locale.

Una giornata pensata per raccontare il territorio partendo dalle sue produzioni e dalle sue eccellenze, ma anche per aprire una riflessione sulle possibilità di sviluppo di un’area che punta sempre più sulla valorizzazione della propria identità. Il tema centrale sarà la Razza Podolica, scelta come elemento capace di mettere in relazione realtà diverse: dal mondo agricolo alle imprese, dalla ristorazione alle associazioni, fino alle istituzioni. Un patrimonio che diventa occasione per parlare di biodiversità, cultura rurale, gastronomia e nuove prospettive economiche.
L’obiettivo, però, è andare oltre la semplice giornata di appuntamenti. “Itinerari Culturali” nasce infatti con l’ambizione di costruire un percorso che possa continuare nel tempo.
A spiegarlo è Antonluca De Salvo, consigliere del Comune di Civita, che sottolinea il valore strategico dell’iniziativa.
«Il messaggio che desideriamo far emergere -afferma De Salvo- è quello di un progetto che non vuole esaurirsi nella singola giornata del Convegno. L’obiettivo è costruire, nel tempo, valore per le produzioni locali e trasformare biodiversità e identità territoriale in occasioni concrete di sviluppo». Una prospettiva che parte dal territorio e dalle sue risorse, nella convinzione che le eccellenze locali possano diventare un vero strumento di crescita se inserite all’interno di una rete capace di coinvolgere più soggetti.
“Itinerari Culturali” nasce senza finalità di lucro, ma punta a lasciare un’eredità concreta. «Vogliamo che possa diventare, nel tempo, un volano importante per il nostro territorio -aggiunge De Salvo-. L’obiettivo è lasciare una prospettiva, una rete e un’opportunità alle generazioni che verranno».
Ed è proprio la capacità di fare rete una delle sfide principali. Mettere insieme chi produce, chi trasforma, chi racconta e chi promuove il territorio significa provare a costruire un modello nel quale agricoltura, cultura e turismo possano dialogare e sostenersi a vicenda.
In questo percorso la Podolica assume un valore che va oltre quello strettamente agricolo. È parte della storia e del paesaggio calabrese, ma può diventare anche uno strumento per raccontare all’esterno un territorio, le sue tradizioni e il lavoro di chi continua a custodirle.
La sfida, infatti, è portare il racconto di Civita oltre i confini locali, facendo conoscere le sue produzioni e trasformando le eccellenze del territorio in un’identità riconoscibile.
Il 13 settembre, dunque, non sarà soltanto una giornata dedicata alla cultura e alle produzioni locali. Sarà anche un momento di confronto su come costruire, partendo dalla terra, nuove opportunità per il territorio.
Civita prova così a guardare avanti senza dimenticare le proprie radici: dalla biodiversità alla tavola, dalla tradizione all’impresa, con l’idea di trasformare ciò che il territorio custodisce in una risorsa per il futuro.

@Riproduzione riservata

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