Ampia affluenza all'evento dedicato al Patrono di Saracena

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SARACENA - Ha riscosso molti apprezzamenti il convegno che si è svolto a Saracena lo scorso 15 febbraio dedicato al Patrono della cittadina del Pollino, San Leone Vescovo di Catania. Numeroso è stato anche il pubblico, con tante persone venute da fuori, tra cui una rappresentanza della Chiesa ortodossa.

L’evento, che aveva per titolo “Al tempo di San Leone: Chiesa, società, monachesimo e incursioni arabe tra Sicilia e Calabria nell’Alto Medioevo”, introdotto e moderato dal giornalista Luigi Pandolfi, ha visto la partecipazione, in qualità di relatori, di Gianfranco Castiglia, dottorando di ricerca e cultore della materia Storia Medievale presso Università della Calabria, di Giovanni Russo, storico e traduttore, autore del saggio La solitudine rocciosa sul monachesimo italo-greco (Ferrari, 2023), tra i massimi esperti dell’antica Eparchia del Mercurion, e di Antonio Loiacono, Premio Anassilaos Giovani 2016, autore del saggio Storia degli arabi in Calabria (Città del Sole, 2017), già dottore di ricerca e cultore della materia presso l’Università di Messina, socio della Società Italiana di Storia delle Religioni. Nel suo intervento, Castiglia ha affrontato, anche con l’ausilio di fonti inedite, questioni inerenti alla vita del Santo, alle agiografie ad esso dedicate, all’iconografia che lo ritrae, anche nella chiesa orientale. Ha inoltre ripercorso le tappe che hanno portato alla consacrazione della principale Chiesa del paese (1224) a questo Santo ed alla sua elezione a Patrono di Saracena, alla metà del XVII secolo. Importanti, nel suo intervento, anche i riferimenti a nuovi lavori sulla figura di San Leone, come la monumentale opera dello studioso greco dell’Università di Ioannina, nell’Epiro, Alexandros Alexakis, tradotta in inglese col titolo The Greek Life of St. Leo bishop of Catania. Molto interessante è stata anche la relazione di Loiacono, che ha trattato il tema del rapporto tra cristianesimo e mondo islamico nel Medioevo, smontando alcuni stereotipi e false narrazioni sull’argomento. Un messaggio che vale anche per il presente. Nello specifico, ha proposto una lettura della scelta che a suo tempo fu fatta di consacrare la Chiesa a San Leone e di eleggerlo a Patrono che mette in relazione la lotta del Vescovo di Catania contro le eresie e la magia popolare (la sconfitta del mago Eliodoro) e certe credenze medievali sul rapporto tra arabi e magia. Certamente una questione da approfondire, secondo gli organizzatori dell’incontro. A Giovanni Russo è toccato invece di affrontare il tema della presenza del monachesimo Italo-greco nel nostro territorio, il suo significato, la relazione tra mobilità dei monaci greci e diffusione del culto di San Leone in Calabria. A partire dai toponimi e dai resti di antichi monasteri e luoghi di culto nella Calabria settentrionale, quindi anche a Saracena, Russo ha proposto un vero e proprio viaggio nel mondo altomedievale, tra bizantini e normanni, longobardi e arabi, chiesa, società, territorio. Per gli organizzatori, il discorso dovrà continuare, al fine di sviluppare meglio i tanti temi che sono venuti fuori nel corso dell’evento.

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