LUZZI - Un'avvincente e appassionata storia che fornisce una lezione di resilienza, qualità attraverso la quale l'autore ha trovato la sua forza interiore. Così il docente universitario Antonio La Marca presenta il libro autobiografico di Mario Federico.
"Le ali della speranza - Il racconto della mia vita" è il titolo dell'interessante e fresco di stampa volume in cui Federico, cantante e sportivo luzzese, in un dialogo con Daniela Aprile si mette a nudo, ripercorrendo un cammino che parte dagli anni Settanta fino ad arrivare al 23 gennaio scorso, data simbolica dell'ultimo torneo di tennistavolo che chiude il suo racconto. La sua storia, infatti, è un susseguirsi di rinascite. Federico, persona eclettica e di grande forza d'animo, dopo aver interrotto una promettente carriera calcistica a causa di un infortunio, ha trovato nella musica una nuova voce. Autore e compositore, iscritto alla Siae, ha realizzato sei album e tre singoli, trasformando le sue emozioni in melodie. La sua "terza vita" lo vede dedicarsi al tennistavolo, disciplina sportiva che, tra notevoli sforzi, anche economici, diffonde con passione a Luzzi e nell'hinterland, facendo avvicinare tanti ragazzi ed ottenendo prestigiosi successi a livello regionale e nazionale, ricoprendo ruoli importanti nella FiTet. Oggi Mario Federico tiene in piedi una realtà sportiva d'eccellenza e dedica la sua esperienza alla crescita di nuovi talenti. “Le ali della speranza" è la storia di un uomo «che nonostante le numerose vicissitudini negative e traumatiche incontrate nel suo cammino -scrive La Marca nella presentazione- ha sempre trovato la volontà di rialzarsi per riorganizzarsi positivamente la propria esistenza uscendone fortificato». Nel libro trova spazio anche il complesso rapporto, caratterizzato da incomprensioni e mancanza di comunicazione con il figlio Valentino verso il quale è finalizzato ogni suo sforzo. La formazione di tanti giovani atleti, ma soprattutto persone, la disciplina, l'educazione e il rispetto trasmessi senza mai imporre, ma guidando con l'esempio sono sottolineati nella prefazione curata da Michele Coppa. Medico e suo amico, Coppa pone l'accento, tra l'altro, sul linguaggio della musica coltivato da Federico «cantautore sensibile -scrive- ha saputo mettere in versi e melodia i sentimenti pi veri, quelli che spesso sfuggono alle parole quotidiane». Pagine intense, dunque, in cui è racchiuso «il ritratto di un uomo vero -scrive ancora Coppa- che ha sofferto, ha lottato, ha amato e continua a cantare la vita così com'è - con le sue ombre e la sua luce». Per l'autore, invece, è un sogno realizzato l'aver scritto un libro autobiografico «dove racconto in parte la mia vita -dice Mario Federico-, naturalmente tante altre cose le ho ignorate, come le persone che in ogni modo hanno cambiato la mia vita».
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