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Appello ai controlli e alla sicurezza dei lavoratori

CATANZARO - «In decine di cantieri si sta assistendo alla violazione sistematica e intollerabile dell'Ordinanza del Presidente della Regione Calabria entrata in vigore lo scorso 10 giugno 2026 per proteggere i lavoratori dallo stress termico».

Lo segnala il segretario generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, che in una nota denuncia: «Nel corso degli ultimi giorni, a seguito di ripetute visite e capillari sopralluoghi effettuati dalle nostre strutture sindacali su tutto il territorio calabrese, abbiamo accertato che i lavoratori continuano a rimanere nei cantieri e a lavorare anche nelle ore più calde e pericolose della giornata. Per questo motivo, come Fillea CGIL Calabria abbiamo già provveduto a inoltrare decine di segnalazioni dettagliate agli organi ispettivi competenti. Tuttavia, la risposta è ancora drammaticamente insufficiente.
L’ordinanza regionale parla chiaro e non lascia spazio a interpretazioni di comodo: è fatto divieto assoluto di svolgimento delle attività lavorative dalle ore 12:30 alle ore 16:00 nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “ALTO” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. Le uniche deroghe concesse riguardano esclusivamente "eventi imprevedibili, improrogabili e indispensabili al ripristino di servizi essenziali".
La realtà che stiamo documentando, invece, racconta di violazioni da parte di molte imprese, che scelgono deliberatamente di ignorare la legge per non rallentare i guadagni, scaricando il rischio della vita direttamente sulle spalle dei lavoratori.
Quando il termometro supera costantemente i 35 °C e il tasso di umidità tocca picchi insostenibili, costringere un operaio a compiere sforzi fisici immani sotto il sole non è solo una violazione contrattuale o amministrativa: è un atto di pura irresponsabilità che sconfina nel reato contro la persona. Il rischio di disidratazione grave, colpi di calore fatali, infarti e incidenti sul lavoro dovuti alla perdita di lucidità da stress termico aumenta esponenzialmente. Non aspettiamo che accada l'irreparabile per piangere l'ennesimo operaicidio causato dall'avidità e dall'indifferenza. Rivolgiamo, come Fillea Cgil Calabria, un appello a tutti gli organi di vigilanza. Chiediamo che questi si attivino immediatamente con controlli a tappeto, sanzioni esemplari e, dove necessario, con il sequestro immediato dei cantieri fuori legge. Bisogna intervenire oggi, prima che sia troppo tardi. Chi ha il dovere di controllare e non lo fa, domani sarà corresponsabile di ciò che potrebbe accadere.
Ci rivolgiamo, altresì, a tutte le maestranze, agli operai, alle lavoratrici e ai lavoratori: non siate complici del vostro stesso rischio. Nessuno stipendio vale la vostra vita. Segnalate immediatamente ogni singola violazione dell'ordinanza anti-caldo. Le strutture territoriali della Fillea CGIL sono mobilitate e pronte a garantire il massimo supporto legale e sindacale a chiunque deciderà di segnalare. La nostra battaglia per la dignità del lavoro e la sicurezza nei cantieri proseguirà senza sosta e senza sconti per nessuno».

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