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Tre anni dopo la strage di Cutro, le morti nel Mediterraneo non si fermano e le responsabilità restano al centro del dibattito. 

Giovanni Manoccio, presidente dell’associazione Don Vincenzo Matrangolo, ha denunciato dai microfoni di “Dentro la Notizia”, dedicata al terzo anniversario della tragedia del 26 febbraio 2023, il modus operandi adottato: «È una politica che tende a nascondere quello che succede nel Mediterraneo. Noi siamo partiti con l’accoglienza tantissimi anni fa e abbiamo assistito alle più grandi tragedie perché abbiamo accolto i superstiti. I racconti sono simili a quelli degli ultimi giorni, con scelte politiche che fanno in modo che non ci siano persone, ONG o testimoni nel Mediterraneo».
Manoccio ha descritto un momento di «confusione totale» nelle politiche migratorie, pagato caro dai profughi. Ha sottolineato le «responsabilità morali» nel demonizzare chi effettua i soccorsi: «Quando si demonizzano le ONG e coloro che devono fare i salvataggi in mare, marina mercantile, guardia costiera, ci si trova di fronte a un fatto conclamato: nessuno è pronto a intervenire nonostante i messaggi dalle persone in pericolo. Questa è stata la tragedia di Cutro. In questi giorni stanno emergendo responsabilità, anche da persone che hanno il senso dello Stato».
L’avvocata Lidia Vicchio, vicepresidente della “Matrangolo”, rappresentante ASGI e referente del progetto Medea, ha parlato della ricerca dei dispersi e sul diritto a una sepoltura dignitosa: «Con il progetto Medea di ASGI abbiamo cominciato a sistematizzare le norme che ci sono, è un diritto da costruire. Abbiamo preso spunto da quanto accaduto a Crotone, dove i familiari arrivati da tutta Europa chiedevano dei propri parenti. Lì ci siamo resi conto che la macchina dei soccorsi e dell’assistenza non ha funzionato. Siamo riusciti, con richieste alla prefettura, a far inserire i nomi nelle tombe che erano segnate solo da numeri, per dare dignità anche ai morti». 
A Crotone i familiari delle vittime e i superstiti di Cutro terranno una conferenza stampa organizzata da Carovane Migranti per ribadire le richieste di verità, giustizia e ricongiungimenti familiari finora inevase. 
L'associazione Matrangolo questa mattina era presente per la partita di calcio organizzata da Resq e nella nottata per la veglia in spiaggia a Steccato di Cutro.

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