Accuse incrociate su fondi e commissariamento

Navanteri

Scontro istituzionale sul welfare tra il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi e l’assessore regionale Pasqualina Straface, dopo l’annuncio della Regione sul commissariamento degli Ambiti territoriali sociali per il mancato utilizzo dei fondi destinati alle fasce fragili.

Bnl

Stasi attacca duramente la Giunta regionale, parlando di una gestione fallimentare delle risorse: «La Regione Calabria è tra le peggiori istituzioni nel panorama europeo in termini di messa a terra di qualsiasi fondo esistente». Il primo cittadino contesta inoltre la scelta di commissariare i Comuni: «Se non fosse drammatico farebbe davvero ridere».
Secondo Stasi, le criticità sarebbero da ricercare proprio nella Regione, che avrebbe trasferito i fondi agli Ambiti territoriali sociali «senza alcun percorso di preparazione reale e senza far transitare adeguate risorse tecnico-amministrative negli ambiti». Nonostante ciò, i Comuni calabresi, pur tra «difficoltà strutturali» e una macchina amministrativa «profondamente sotto organico», starebbero comunque garantendo risposte «difficili ma incoraggianti».
Di tutt’altro tenore la replica dell’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, che ribalta le accuse e punta il dito contro l’azione dell’amministrazione comunale. «Davanti all’inerzia amministrativa che calpesta i diritti dei più deboli, il tempo della retorica è finito», afferma, rivendicando il commissariamento come misura necessaria: «Non è una prova di forza, ma un necessario atto di tutela verso una comunità che rischiava di perdere servizi vitali».
Al centro della polemica anche i dati sulla gestione delle risorse per il welfare da parte del Comune. Secondo la Regione, nell’Ambito territoriale di Corigliano-Rossano sarebbero bloccati oltre 9,6 milioni di euro per le fasce fragili. «Quasi 10 milioni di euro destinati alle famiglie vulnerabili sono rimasti inutilizzati», sottolinea Straface, parlando di «una serie di gravi inadempienze».
Uno scontro che evidenzia una frattura profonda nella gestione del welfare e che, sullo sfondo, lascia aperta la questione più ampia: la capacità del sistema di trasformare le risorse disponibili in servizi concreti per i cittadini.

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