SPEZZANO ALBANESE - Trovare personale è, per buona parte delle aziende del territorio, la difficoltà più diffusa. È questo il dato che emerge a margine di un lavoro condotto dalla nostra redazione tra giugno e agosto 2026, finalizzato a inquadrare lo stato di salute del tessuto economico-produttivo del comprensorio.
Venticinque imprenditori, tra Spezzano Albanese, Terranova da Sibari e San Lorenzo del Vallo, hanno accettato di raccontare la propria attività, i punti di forza e le criticità quotidiane.
E mentre altri incontri sono già in programma nei prossimi mesi, dietro ai numeri abbiamo avuto modo di riscontrare che ci sono storie diverse tra loro.
Molte imprese nascono da una passione personale, coltivata fin da giovani e trasformata poi in un mestiere. Altre affondano le radici nella tradizione familiare, tramandata di generazione in generazione. Non mancano le storie nate per caso, dalla collaborazione tra soci o amici d'infanzia, o dall'esigenza concreta di rispondere a un bisogno che il territorio non riusciva a soddisfare.
Dieci delle venticinque realtà coinvolte, al momento della rilevazione, risultano alla ricerca attiva di personale, soprattutto nei settori agricolo, della ristorazione, dell'officina meccanica e dell'arredamento.
Il problema più segnalato riguarda il disallineamento tra le competenze richieste e quelle disponibili sul mercato del lavoro locale. Diverse aziende, dalla lavorazione del ferro al settore informatico, lamentano la scarsa formazione dei candidati. «Mancano le competenze», hanno riferito alcuni imprenditori del comparto della comunicazione e del digitale.
A questo si aggiungerebbe, secondo quanto raccolto durante gli incontri, un problema di spopolamento: le figure professionali qualificate tenderebbero a lasciare il territorio in cerca di occupazione altrove, con un conseguente impoverimento delle risorse umane disponibili in zona.
Si aggiungerebbe, poi, la scarsa propensione dei più giovani verso i lavori manuali e verso i settori agricolo e della ristorazione. Alcuni titolari hanno raccontato di candidati che avrebbero rinunciato a un impiego perché non disposti a “sporcarsi le mani”, o per la scarsa preferenza riscontrata verso i lavori in cucina.
Diverse aziende hanno ricondotto le proprie difficoltà anche agli anni della pandemia da Covid-19, che avrebbe rallentato i processi produttivi e inciso sulla continuità del lavoro, mentre altre indicano nel cambiamento climatico un ostacolo concreto, in particolare nel comparto agricolo, dove il maltempo comprometterebbe periodicamente il lavoro nei campi, in assenza di adeguati sostegni economici. Si aggiungono, in alcuni settori, le criticità legate alla commercializzazione del prodotto, segnalate soprattutto nel comparto oleario.
Vi è, tuttavia, un dato incoraggiante. Diverse realtà, anche di recente costituzione, risultano in crescita e continuano ad ampliare l'organico, a conferma di un tessuto imprenditoriale che, pur tra le difficoltà, mantiene margini di sviluppo.
Infine, un dato di orgoglio ci piace sottolinearlo: alcune aziende (di quelle intervistate) che in questi mesi hanno deciso di investire sul nostro progetto hanno riscontrato interessanti ritorni. A loro diciamo grazie per la fiducia riposta.
Le aziende intervistate sono: Panificio Aita, Frantoio Cundari Srl, Kasbar pizza restaurant, Centro Danza Giselle, Più Digital, Valente Parrucchieri, Frantoio Gullo, Ristorante Antico Pino, Genius Computer, Gommista Bosco, Centro Ottico Piragine, Energy Fitness Club, Azienda Agricola Stefano Cipolla, Casa del Colore, Fiore d'Arte, Mv Auto, Pasquale Oliva Arredamenti, Autoservizi di Pace, Computer System, Mastriferrai, Piazza Vecchia, Valente Pavimenti, Val d'Esaro, La Pasticceria di Maria Luigia Rimola, Gabemaritè.
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