SPEZZANO ALBANESE - Torna al centro del dibattito a Spezzano Albanese la vicenda dell’acqua potabile. Per oggi, lunedì 6 luglio, dalle 18 alle 20, il movimento di opposizione Il Coraggio di Cambiare, guidato dal capogruppo Rossana Cucci, ha promosso un sit-in pubblico a Villa Signorelli, di fronte all’ufficio postale, per chiedere maggiore chiarezza sulle condizioni dell’acqua e sulle misure adottate per garantire la sicurezza del servizio idrico.
L’iniziativa, aperta alla partecipazione dei cittadini, punta a mantenere alta l’attenzione su una vicenda che nelle ultime settimane ha suscitato preoccupazione nella comunità arbëreshe. Gli organizzatori sostengono che «A Spezzano neppure l’acqua è ormai trasparente» e lanciano un appello a ottenere «verità, dati e soluzioni concrete», ribadendo che «la trasparenza è un diritto, non un favore». Nel dettaglio, attraverso la manifestazione di oggi verranno richieste: «la pubblicazione immediata di tutti i dati analitici sulla qualità dell’acqua; la pubblicazione del piano di bonifica con tempi certi di attuazione; l’adozione di misure concrete di intervento; misure di ristoro per i cittadini colpiti; sconti sulle bollette; trasparenza, responsabilità e tutela della salute pubblica».
Il sit-in si inserisce nella vicenda dell’acqua potabile che, dopo una precedente emergenza registrata nei mesi scorsi, è tornata a interessare Spezzano Albanese. Con un’ordinanza del sindaco Ferdinando Nociti, emanata sabato 27 giugno, è stato disposto il divieto di utilizzo dell’acqua della rete idrica per uso potabile e alimentare in alcune aree del territorio comunale. Il provvedimento, lo ricordiamo, è stato adottato in via precauzionale a seguito di una segnalazione dell’Ufficio tecnico comunale, che aveva indicato la presenza di «odori sgradevoli» all’interno di alcuni serbatoi privati collegati alla rete idrica. La mobilitazione promossa dall’opposizione arriva dunque mentre resta alta l’attenzione sull’evoluzione della situazione e sulle verifiche in corso. L’obiettivo dichiarato è quello di sollecitare «maggiore trasparenza e un’informazione costante alla cittadinanza», in attesa degli esiti degli accertamenti e degli interventi necessari al ripristino della piena normalità del servizio.
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