Un’iniziativa per garantire diritti certi e uniformi nell’accesso ai referti medici

CASTROVILLARI - «Ho depositato una proposta di legge che mira a garantire ai cittadini, in modo chiaro e uniforme su tutto il territorio regionale, il rilascio gratuito della documentazione clinica, incluse le cartelle sanitarie, in piena attuazione di quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza C-307/22».

Bnl

È quanto dichiara il Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, firmatario della proposta di legge recante “Disposizioni in materia di rilascio gratuito della documentazione clinica”. «La Corte di Giustizia -spiega- è stata inequivocabile: ogni cittadino ha diritto a ottenere gratuitamente la prima copia dei propri dati sanitari. Eppure, ancora oggi, in molte strutture sanitarie calabresi, pubbliche e private, vengono applicati tariffari che non hanno alcun fondamento giuridico. Ancora più grave il fatto che ciò avviene anche per il rilascio della documentazione in formato digitale e senza costi reali per l’ente».
«Questa proposta di legge nasce per mettere fine a una situazione disomogenea e ingiusta, che penalizza i cittadini e crea confusione. Non è accettabile che un diritto sancito a livello europeo venga applicato in modo discrezionale o, peggio, del tutto disatteso».
Laghi sottolinea come la proposta valorizzi il fascicolo sanitario elettronico quale dispositivo ordinario di accesso gratuito ai dati sanitari: «Questo strumento deve diventare il canale principale e permanente per garantire trasparenza, immediatezza e gratuità. Nelle more della sua piena operatività, introduciamo comunque procedure semplici e gratuite tramite PEC, tutelando anche i cittadini non residenti».
«Si tratta di una legge di civiltà, che non comporta nuovi oneri per il bilancio regionale, ma che rafforza diritti fondamentali, migliora la trasparenza amministrativa e restituisce ai cittadini il pieno controllo delle proprie informazioni sanitarie. La sanità pubblica deve essere al servizio delle persone, non un ulteriore ostacolo burocratico, magari condito anche da esborsi economici. Con questa iniziativa legislativa -conclude il Segretario Questore- si vuole affermare un principio semplice: i dati sanitari appartengono ai cittadini, non alle strutture che li custodiscono».

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