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Critiche alla Regione sullo stop del progetto e sulla gestione di mobilità e sanità

CORIGLIANO-ROSSANO - «Cancellare in modo definitivo il nodo di Tarsia non può essere considerato parte di un piano: è un suicidio assistito. Lo dico da mesi in qualità di rappresentante delle istituzioni regionali, ma oggi è evidente - con la decisione di questo Governo regionale, allineato e coperto con quello nazionale, di stralciare in via definitiva uno snodo inizialmente considerato strategico anche da Rfi e poi misteriosamente valutato un’opera troppo complessa -, che si procede spediti verso la lenta eutanasia della Calabria. Il nostro diritto alla mobilità è ancora una volta negato». Così, in una nota, la consigliera regionale del Partito Democratico, Rosellina Madeo, fa il punto sul nodo di Tarsia e sulle politiche regionali in materia di mobilità e sanità.

Bnl

«Tante parole spese in favore di Tarsia -continua Madeo-. Ma non solo parole, anche 35 milioni di euro per un progetto di fattibilità dapprima fortemente sostenuto e caldeggiato e adesso considerato complesso. Pur ammettendo l’efficacia che lo svincolo avrebbe avuto nel collegare il versante ionico con Cosenza e le aree interne, la morfologia del territorio scoraggia l’attuale governo regionale che rinuncia così all’unica possibilità di collegare la Calabria non solo con il resto d’Italia ma con sé stessa.
Basta dunque un’orografia complessa per abolire il diritto alla mobilità dei Calabresi? Le nostre montagne non sono lì da oggi.
Eppure con piroette e carambole il Centrodestra è riuscito a far digerire spese e scelte ben più discutibili: dall’allargamento della Giunta al voto favorevole alle pre-intese sull’autonomia differenziata in materia di Sanità.
Preoccupa molto che anche quando i fondi ci sono e “l’impresa” è semplice, la maggioranza Occhiuto continua a perdere occasioni. In qualità di vice presidente della Commissione Sanità esprimo profonda angoscia per i cittadini di Cariati, che hanno visto andare in fumo il progetto della loro Casa di Comunità e con essa oltre 8 milioni di euro. Mentre si continuano a formulare promesse -conclude madeo-, l’assistenza territoriale non viene garantita, il diritto alla salute non viene garantito, e i cittadini sono costretti a partire per curarsi».

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