«Il prezzo da pagare? L’autonomia differenziata»

«Dopo oltre sedici anni finisce il commissariamento della sanità calabrese. Ma è bene dirlo con chiarezza ai cittadini: questo non significa che i problemi siano risolti». Apre così il dibattito la capogruppo del M5S in Consiglio regionale, Elisa Scutellà.

Bnl

«Il piano di rientro resta attivo -continua la Scutellà-, i vincoli sui conti restano e la sanità calabrese continua a fare i conti con criticità profonde. Liste d’attesa interminabili, carenza di medici e infermieri, servizi territoriali insufficienti e una mobilità sanitaria che ogni anno costringe migliaia di calabresi a curarsi fuori regione dimostrano che il sistema sanitario regionale è ancora fragile. La fine del commissariamento significa una cosa molto semplice: da oggi la responsabilità è tutta della politica regionale. Non ci sono più alibi. Per questo stupisce ancora di più il sostegno del presidente Occhiuto all’autonomia differenziata in sanità. Parlare di autonomia sanitaria, mentre la Calabria resta nel piano di rientro e continua a perdere pazienti che si rivolgono ad altre regioni, rischia di ampliare ulteriormente il divario tra Nord e Sud. Il diritto alla salute non può diventare un diritto geografico. La fine del commissariamento può essere un nuovo inizio, ma lo sarà solo se si affronteranno davvero i problemi della sanità calabrese, con scelte coraggiose e non con operazioni di propaganda. Tutto questo arriva mentre si apre il tema dell’autonomia differenziata in sanità. Serve massima attenzione -conclude l’onorevole Scutellà-, prima di parlare di maggiore autonomia regionale bisogna garantire livelli di assistenza davvero uguali in tutto il Paese».

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