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L’appello della consigliera regionale sulle criticità idriche

CORIGLIANO-ROSSANO - «Una commissione d’inchiesta in Regione per affrontare in via definitiva il problema Sorical non è più procrastinabile. Mi ricordo bene quando, in sede di primo Consiglio regionale, tra le linee programmatiche di Governo si parlava di ‘New Deal’ del servizio idrico integrato. Bene, cosa stiamo aspettando: che le perdite di acqua in Calabria, che in alcuni casi toccano il 70%, sfondino quota novanta? Per troppo tempo ci si è voltati dall’altra parte senza affrontare un problema prioritario per la nostra regione».

Così la consigliera regionale del Pd, Rosellina Madeo, in una nota in cui sottolinea ancora: «L’acqua non è un lusso, è un bene inalienabile di prima necessità. Ma, purtroppo, abbiamo acclarato che nella nostra terra i diritti fondamentali, dall’accesso alla risorsa idrica passando per il diritto alla salute, sono da considerarsi dei lussi veri e propri. Intanto la mia città, Corigliano Rossano, scientificamente resta senz’acqua in più quartieri, Cosenza patisce la sete come Reggio e molti altri Comuni. Si parla di 2,2 miliardi di euro da investire su tutto il sistema idrico. Quali sono, esattamente, gli interventi previsti in questo famigerato New Deal? Quando inizieranno i lavori di sostituzione delle vecchie tubature? Parliamo di impianti degli anni Sessanta per i quali, e i casi di cronaca lo stanno dimostrando, non si può più pensare alla riparazione ma solo alla sostituzione. Quanta acqua sotto i ponti, anzi tra i buchi delle condutture regionali, deve ancora passare prima di dedicarci ad una reale e concreta soluzione della carenza idrica? Mancanza, attenzione, che non deriva dalla siccità, la Calabria è ricca di sorgenti, ma da un percorso dai monti a valle in cui l’oro blu si disperde tra i mille fori delle tubature.
C’è bisogno di un organismo ad hoc, di una commissione d’inchiesta che si dedichi a pieno regime alla questione Sorical. I provvedimenti tampone adottati fino ad oggi non hanno prodotto alcun risultato. Bisogna agire di prevenzione, non di cura. Siamo costantemente in emergenza a correre per riparare questo o quel guasto e, nel mentre si aggiusta una perdita, se ne verifica un’altra. Bello leggere sulla carta parole come ingegnerizzazione delle reti, digitalizzazione. Il presidente Occhiuto dice che l’obiettivo 2030 è quello di ridurre le perdite al 50% sostenendo così di portare la Calabria al di sotto della media nazionale di dispersione sebbene l’Istat, l’affidabile Istituto Nazionale di Statistica, registri che la media nazionale sia al 42%.  Ora, punto percentuale più e punto meno, la questione è questa: dalle linee programmatiche occorre passare ai fatti, e non si può passare di legislatura in legislatura sempre con gli stessi problemi». 

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