Il concerto di "Voci di Pace" riscalda la Cattedrale di Cassano In evidenza

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Il concerto di "Voci di Pace" riscalda la Cattedrale di Cassano

CASSANO - Ieri sera, nello splendido scenario della Cattedrale di Cassano allo Ionio, atmosfera intima ma coinvolgente per coloro che hanno assistito al concerto della corale “Voci di Pace”, diretta da un istrionico quanto simpaticamente loquace Emanuele Armentano. Il programma ha previsto, tra gli altri, brani del repertorio natalizio, efficacemente rivisitati in modalità pop rock dal direttore e dal suo ensemble. Particolarmente suggestivo Adeste Fideles eseguito a cappella con intrecci armonici degni dei Swingle Singers. Intensa poi l’esecuzione dei brani di matrice afro new age come Adiemus o He Lives in You e dei numerosi canti gospel.

Ivana Domanico, Maria Diana, Antonella e Maria Teresa Vitale, Sara Mauro, Simona Galizia, Frances Gillian Doble ed Emiliana Oriolo per il coro, Demetrio Corino al basso, Scipione De Lorenzo alla batteria e percussioni, Emanuele Armentano tastiera e direzione, supportati dall’ottimo service audio di Roberto Cannizzaro, hanno regalato tante belle emozioni. Piacevole anche il clima di interazione col pubblico creato dalle appassionate illustrazioni da parte di un direttore particolarmente entusiasta, e molto molto divertenti i siparietti ed i commenti frizzanti che hanno avuto seguito. L’atmosfera ilare e familiare è stata colta dal Vescovo di Cassano Ionio S. E. Mons. Francesco Savino il quale, tra il serio e il faceto, ha sottolineato, complimentandosi con l’ensemble, quanto sia importante per l’essere umano coltivare la bellezza dell’anima e riappropriarsi della capacità di comunicare attraverso il linguaggio della musica, veicolo privilegiato e codice delle emozioni. A chiosa, Mons. Savino non ha omesso di sottolineare le contraddizioni del Natale con il trionfo del consumismo e la comunità che intanto si perde, ma che si ritrova nel cenacolo della cultura e del darsi agli altri con gesto eroico, così come eroica è la perseveranza di coloro i quali si ostinano a coltivare il bello, nonostante tutto. Tra questi, il decentrato (da se stesso verso gli altri) Emanuele Armentano e la sua équipe di splendidi cantori e musici.

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