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Comunità, istituzioni e associazioni unite nella Fiaccolata per la vita

TERRANOVA DA SIBARI - «L’amore non colpisce in faccia mai». Con questo messaggio, la comunità di Terranova da Sibari ha risposto presente alla “Fiaccolata per la vita” contro la violenza di genere, partita nelle scorse ore da Piazza Castello e conclusa al piazzale di Sant’Antonio. L’evento è stato organizzato dall’amministrazione comunale e dalla parrocchia locale, che hanno curato anche la distribuzione delle candele ai partecipanti.

Bnl

Il corteo ha attraversato corso Margherita in un clima di profonda partecipazione, facendo della paura dei giorni scorsi un messaggio collettivo di solidarietà e vicinanza.
Candele accese e striscioni con la scritta “No alla violenza” hanno accompagnato il cammino di cittadini, istituzioni e associazioni.


A garantire la sicurezza dell'evento un ampio presidio composto dai carabinieri delle stazioni di Terranova da Sibari, San Marco Argentano e Spezzano Albanese, dalla Polizia Municipale, dalla Protezione Civile “Padre Pio” e dall’associazione “Ombra Security”, oltre ai sanitari dell’Unità Mobile di Rianimazione “Montalto Soccorso”.
Presenti numerosi sindaci della Provincia, rappresentanti regionali e onorevoli, il commissario del Parco del Pollino Luigi Lirangi, il comandante dei carabinieri Fabio Chiellino, il comandante della polizia locale Valentina Chiano e numerose associazioni del territorio, nonché i centri antiviolenza Fabiana Luzzi di Corigliano-Rossano e Lanzino di Cosenza.
Una volta raggiunto il piazzale di Sant’Antonio, il sindaco Francesco Rumanò ha parlato di una «comunità profondamente colpita da quanto accaduto», sottolineando come «la fiaccolata rappresenti la risposta compatta del territorio, delle istituzioni e della società civile. Un’iniziativa nata per stringersi attorno alla giovane vittima e per ribadire con forza il rifiuto di ogni forma di violenza». Nel suo intervento ha rivolto anche un pensiero al padre della ragazza, ricordando il dolore e le difficoltà che la famiglia sta affrontando in questi giorni. Particolarmente intenso anche il messaggio condiviso da don Cosimo Galizia, parroco di Tarsia e vicario foraneo di Terranova da Sibari, che ha richiamato il valore della dignità della persona e la necessità di «educare le nuove generazioni al rispetto, al dialogo e alla cultura dell’incontro».
L'onorevole Elisa Scutellà ha ringraziato la giovane per la forza mostrata: «La risposta a chi sostiene che le donne non hanno il coraggio di denunciare sei tu». Un messaggio rivolto a tutte coloro che vivono situazioni di violenza e che trovano ostacoli nel chiedere aiuto.
L'assessore regionale Gianluca Gallo ha parlato della «testimonianza del coraggio del racconto» come strumento fondamentale per impedire che episodi simili possano ripetersi. Ha rivolto inoltre un pensiero al ragazzo intervenuto in soccorso della giovane, definendolo simbolo di «una rinascita e della riscrittura di un destino che per altre donne non è stato possibile cambiare».
L'onorevole Pasqualina Straface ha sottolineato come dalla piazza di Terranova parta «un messaggio forte che va al di là dei confini del paese e raggiunge il cuore della Calabria», annunciando inoltre l'intenzione della Regione Calabria di costituirsi parte civile nel procedimento relativo al tentato femminicidio.
Il momento più toccante della serata è arrivato però con le parole della giovane sopravvissuta all’aggressione, Maria Ida. Davanti alla folla raccolta nel piazzale, ha voluto innanzitutto ringraziare Diego e Daniel, i due ragazzi intervenuti in suo soccorso durante l'aggressione, definendoli “angeli custodi”. Un pensiero è andato anche alla madre, agli amici e a tutte le persone che in questi giorni le hanno dimostrato vicinanza.
Con voce ferma, ha ricordato che «quelle luci non servono soltanto a illuminare una piazza, ma a rompere il silenzio». «Siamo qui per dire che sopravvivere non basta -ha aggiunto-, abbiamo il diritto di vivere senza paura». E ancora: «So che c’è chi mi vorrebbe in silenzio, ma io sono qui circondata da tanto amore. Questa è la mia forza».

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