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Sequestrata isola ecologica a San Sosti In evidenza

Sequestrata isola ecologica a San Sosti

SAN SOSTI - I carabinieri hanno sequestrato, nei giorni scorsi, l’isola ecologica comunale di stoccaggio rifiuti. La Giunta del Comune del Pettoruto si è subito cautelata e - quasi nell’immediatezza dei fatti - tramite i propri componenti Vincenzo De Marco (sindaco), Amerigo Ricca e Franco Boncompagni (assessori) ha preso atto del sequestro e, al contempo, ha nominato l’avvocato Giorgio Pisani, del Foro di Castrovillari, per curare la difesa dell’Ente ente dinanzi all’Autorità giudiziaria per ottenerne il dissequestro e per la fase dell’eventuale giudizio. Intanto, un primo risultato è stato ottenuto: infatti, ne è stata «concessa la facoltà d’uso sotto il controllo della Polizia giudiziaria operante». Così ha deciso il Pubblico ministero presso il Tribunale di Castrovillari Valentina Draetta, per come ha informato l’avvocato Giorgio Pisani, legale dell’Ente che ha rinunciato pertanto al Riesame.

L’area interessata potrà essere utilizzata previa bonifica soprattutto dell’amianto che sarà rimosso da apposita ditta specializzata in materia. Il tutto in attesa dell’eventuale convalida del sequestro, cosa ancora di cui non si è occupata la Procura della città del Pollino. Tornando ai fatti, sono stati gli uomini guidati dal maresciallo Alberto Cestino, sottufficiale esperto in materia specifica per i reati ambientali soprattutto per i suoi trascorsi presso il Noe, ovvero il Nucleo operativo ecologico della Benemerita, ad effettuare il verbale di sequestro preventivo dell’area di proprietà comunale adibita ad isola ecologica. Infatti, a seguito di sopralluogo è stato disposto il sequestro cautelativo dell’area, di circa quattromila metri quadri compresi i rifiuti presenti, dell’isola ecologica comunale sita in località Varco (ossia l’ex mattatoio comunale) per il presunto reato di gestione illecita di rifiuti. Secondo gli accertamenti effettuati sul sito posto sotto sequestro sarebbe stata trovata anche la presenza d’amianto. Per quanto riguarda il sequestro preventivo, infine, non è la prima volta che i militari di San Sosti, appartenenti alla Compagnia di San Marco Argentano oggi coordinata dal capitano Giuseppe Abrescia, si occupano di gestione illecita dei rifiuti e non si esclude che la questione – per quanto è trapelato – possa espandersi anche ad altri centri dell’Esaro.

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