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Terranova. L’assessore Di Stasi contro il piano di accorpamento centri vaccinazione dell’ASP

Terranova. L’assessore Di Stasi contro il piano di accorpamento centri vaccinazione dell’ASP

TERRANOVA DA SIBARI – (Comunicato stampa) L'obiettivo di un'Amministrazione comunale che ha realmente a cuore il bene della propria comunità è quello di poterle offrire dei servizi che ne migliorino la qualità della vita. Proprio per tale motivo l'inaugurazione dello sportello CUP avvenuta nel 2014, all'interno di alcuni locali del nostro Ente, ha rappresentato il raggiungimento di un grande risultato perché finalmente è stata data ai nostri concittadini la possibilità di ricevere dei servizi di fondamentale importanza senza essere costretti a spostarsi dal proprio Comune.

Con l'apertura di questo sportello sono state ridotte le lunghissime file che venivano a crearsi presso gli uffici situati nei Comuni più vicini dove spesso, a causa del notevole numero di utenti, non si riuscivano ad espletare i servizi richiesti creando notevoli disagi sia per gli utenti stessi che per gli operatori. Nel corso degli anni, a causa della carenza di personale verificatasi nel comparto sanitario, il nostro ufficio si è visto privato della presenza degli operatori dipendenti dall'ASP, per come inizialmente previsto. Nonostante ciò, pur di continuare a garantire la funzionalità dell'ufficio, sono stati impiegati dipendenti comunali, opportunamente formati, ai quali, però, non viene data la possibilità di erogare alcune prestazioni, come il pagamento del ticket. La mancanza di personale ASP presso il nostro sportello ci ha, inevitabilmente, costretti ad essere nuovamente dipendenti dall'andamento degli uffici CUP operanti con personale addetto all'espletamento di quei servizi non fruibili presso il nostro ufficio. Fino ad ora, nonostante le tantissime difficoltà e grazie alle nostre sole forze e risorse, siamo riusciti comunque a garantire una buona qualità dei servizi offerti. Adesso, però, il quadro in ambito sanitario è ancora più complesso rispetto ad alcuni mesi fa. La sanità pubblica, già profondamente segnata soprattutto nelle regioni del Sud, affronta una crisi ancora più grave legata alle conseguenze derivanti dalla diffusione del COVID-19 e tante sono le situazioni che destano preoccupazione per la salute dei nostri concittadini. In una fase così delicata vorremmo sapere cosa succederà adesso che gran parte del personale sanitario operante presso gli uffici a noi territorialmente più vicini andrà in pensione e non si accenna alla possibilità che avvengano nuove assunzioni. Non è lontana l'ipotesi che, per sopperire alla mancanza di personale, verranno ridotti gli uffici presenti sul territorio mediante l'accorpamento di più Comuni. Se questo dovesse avvenire significherà che un territorio vastissimo verrà letteralmente mortificato ed una popolazione di oltre 20.000 abitanti sarà costretta a spostarsi su distanze improponibili per ricevere quei servizi che con la giusta organizzazione e collaborazione con gli Enti locali potrebbero essere garantiti all'interno di ogni singolo Comune, senza necessità di sopprimerli. Per pagare un semplice ticket bisognerà tornare a fare file interminabili presso i pochissimi CUP che resteranno operanti su un territorio che va dal Pollino alla Valle dell'Esaro e che, ovviamente, con il mancato funzionamento degli altri, saranno sempre più affollati e di conseguenza anche meno efficienti? Il mio invito al Presidente della Regione Calabria e agli organi dirigenti dell'Asp e dei presidi territoriali, in merito alla definizione dell'assetto del nostro servizio sanitario, è quello di tenere presente, oltre alle problematiche derivanti dalla carenza di personale e dai pochi fondi stanziati per questo importante settore, anche della mancanza di linee di trasporto pubblico sul nostro territorio e, di conseguenza, considerare che se non si hanno a disposizione i mezzi per garantire i giusti collegamenti anche una distanza di pochi chilometri diventa una distanza impercorribile per quanti non hanno una propria indipendenza di spostamento, come anziani e disabili che saranno privati della possibilità di fruire di servizi di fondamentale importanza e di cui tutti hanno diritto. Per queste stesse motivazioni, per come già fatto anche mediante deliberazione del Consiglio Comunale n. 50 del 23/12/2019, voglio ribadire nuovamente il mio dissenso ed elevare formale protesta rispetto al piano di accorpamento dei centri di vaccinazione ASP Cosenza disposto con deliberazione del Commissario n. 1084 del 26/09/2019. Non ritengo giusto questa decisione in quanto l’attività vaccinale svoltasi sul territorio comunale ha consentito di offrire ai cittadini un servizio fruibile e sicuro, soprattutto per i bambini e le persone anziane, ed anche perché le vaccinazioni rappresentano oggi l’intervento più efficace per le campagne antinfluenzali e per la prevenzione delle malattie infettive. La mia richiesta, pertanto, è quella di rivedere le decisioni in essere e continuare a mantenere il servizio di vaccinazione in forma itinerante presso il Comune di Terranova da Sibari e gli altri dove esso si svolge, utilizzando in forma gratuita ove possibile, i locali del Comune a ciò destinati o altri che potrebbero rispondere ancora meglio ai requisiti richiesti dall'ASP. Esprimo fortemente il mio disappunto verso qualsiasi azione che potrebbe determinare un disservizio per la mia Comunità e non solo. Dopo aver messo in campo tante azioni per ottenere qualche servizio in ambito sanitario non posso assolutamente accettare che i cittadini ne siano privati per ritornare a vivere situazioni di increscioso disagio. L'Amministrazione che rappresento è aperta al dialogo ed al confronto per avviare dei tavoli di discussione che possano portare a migliorare i servizi offerti ai cittadini, anziché adottare soluzioni che portino ad abolirli. Il mio augurio più grande è che, grazie anche all'operato del Presidente Santelli, di concerto con il dipartimento regionale alla salute e ai dirigenti dell'Asp, la nostra Regione possa finalmente guadagnare la rispettabilità che merita e che i suoi abitanti usufruire dei servizi di cui hanno diritto, senza che questi finiscano per diventare un diritto per pochi.
Ass. alla Sanità Di Stasi Belinda Simona

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