Nel mirino il Dca n. 62: dubbi sulla gestione di oltre 1.200 lavoratori

CASTROVILLARI - «Il DCA n. 62 del 18 marzo 2026 è un atto amministrativo che segna la formale centralizzazione delle funzioni dell'emergenza-urgenza dalle Aziende del Servizio Sanitario Regionale all'Azienda Zero, coinvolgendo oltre 1.200 lavoratori. Una scelta con una apparente logica riformatrice, che però rischia di creare più problemi di quanti non cerchi di risolverne». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

Bnl

«Dal punto di vista giuridico-tecnico -spiega il consigliere regionale-, il Dipartimento della Salute della Regione Calabria e Azienda Zero sembrano voler utilizzare formalmente la mobilità volontaria ai sensi dell'art. 30 del d.lgs. 165/2001, ma contemporaneamente applicano una logica di trasferimento automatico di funzione, generando un potenziale contrasto sistematico. Rischi evidenziati anche da quasi tutti i sindacati. Ma non è tutto. Per il personale del comparto, infermieri e oss, il riferimento giuridico è quello del trasferimento di attività, mentre per la dirigenza medica si è fatto ricorso alla mobilità volontaria. Questa divergenza tra dipendenti che operano nelle stesse strutture e per le medesime funzioni crea ulteriori difficoltà e rischia di generare disservizi. Due diversi accordi, due istituti giuridici diversi, stesso personale, stesse strutture, appaiono, per altro, discutibili anche dal punto di vista normativo.
E appare criticabile anche il mancato coinvolgimento di forze sindacali importanti e ampiamente rappresentative. Azienda Zero –prosegue Laghi– ha convocato solo alcune sigle a discutere del trasferimento del personale operante nell'emergenza-urgenza, con tanto di modifica del datore di lavoro. Non certo un affare di poco conto, considerando che stiamo parlando del coinvolgimento di oltre 1.200 lavoratori, fatto che avrebbe dovuto consigliare un atteggiamento molto più concertativo e inclusivo e che invece è stato sottoscritto da una minoranza di sigle sindacali, le quali, per altro, nel giro di poche ore dall'emanazione del decreto, ne hanno chiesto la rettifica. Azienda Zero è stata istituita nel 2021: dopo quattro anni -evidenzia il consigliere regionale- la sua operatività ordinaria è ancora ampiamente incompleta. Questi sono solo alcuni, tra i principali motivi che, a parer mio, suggeriscono -conclude Ferdinando Laghi- di sospendere l'efficacia del Dca n. 62, almeno nelle parti contestate, di convocare un tavolo allargato a tutte le organizzazioni sindacali e di fornire risposte concrete a partire da alcuni punti tra i più importanti: quante risorse aggiuntive certe vengono assegnate ad Azienda Zero, quali garanzie di sede e trattamento economico vengono date ai 1.244 lavoratori coinvolti, e in quale arco temporale realistico l'ente sarà in grado di gestire in completa autonomia un servizio vitale come il 118».

 

@Riproduzione riservata

L'Editoriale

Quando la pace è una firma digitale ma il prezzo da pagare resta alto

La guerra tra Stati Uniti e Iran è finita così: una firma elettronica, a distanza. Trump ha siglato il testo l'altra notte a Versailles, a cena con Macron, e dall'altra parte del mondo Pezeshkian ha messo la sua, da Teheran, su un documento digitale.

Controcorrente

È ripartito il risiko bancario

Mentre il mondo politico è alle prese con la complicata costruzione di alleanze funzionali alle prossime elezioni, il settore bancario italiano registra una serie di processi di assestamento conflittuale i cui effetti andrebbero, comunque, nella...

Parresia

La sanità che scompare nel silenzio: cittadini traditi da promesse e rinvii

Pillole di pediatria

Quando il latte diventa un problema: l’allergia nei più piccoli

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Tra follia e redenzione

Gusto e Benessere

Insalata di petto di pollo al pompelmo rosa e avocado

Pubblicità

Pubblicità