Diario di una donna trafelata

E poi ci sono le donne. Quelle vere: le donne donne. Perse fra figli, lavoro, malinconie. Fra dubbi, diritti da difendere ed acquisire, lottando per essi. E cercando la felicità (che non esiste, non quella totale) fra rossetti, mascara e fard: cosmesi. Una passione comune. E fra le pieghe del mascara a volte è nascosta una lacrima. O da esso enfatizzata. Perché le donne piangono di più. E parlano di più: siamo gravide di parole. E le nostre giornate, così come le nostre parole, sono infinite. Bisogna placare un pianto. Eludere una lacrima. Coccolare un neonato. Giocando. Perdendoci “mammescamente” in una lontana infanzia. E c’è un articolo da scrivere. Uno spettacolo da proporre. O da recensire. Ed un altro curriculum da inviare. E la dieta, da iniziare… il prossimo Lunedì… Un biberon da scaldare. La piega da sistemare (ma ci si può anche rassegnare al capello arruffato. Perennemente. Che fa molto anni ottanta. Io l’ho fatto), vivendosi, fra fiction e realtà, nella propria personalissima versione di “Desperate Housewives”. Con pigiama, capelli e soprattutto pensieri arruffati. E c’è una giornata da vivere. Cercando un equilibrio. Nel caos di giocattoli e brandelli di sé, della propria femminilità. Sì, poi ci sono le donne: trafelate, forse, per vocazione. Perché, si sa, noi donne riusciamo a fare più cose nello stesso momento. Perché se gli uomini hanno cinque sensi, le donne ne hanno uno in più! Esempio pratico: scaldare un biberon, bere un caffè, tenendo in braccio il pupo, accendere il pc, per chi lavora con questo strumento infernale (“Mi sono sviluppato già abbastanza non ne posso più, mi sono sviluppato anche troppo, anche di più”… Cantava Giovanni Lindo Ferretti…), contarsi con precisione svizzera le doppie punte, dimenticarsi di non aver dormito un’altra notte, anche se le occhiaie sono lì pronte a far capolino, e riuscire con l’amica di sempre a concedersi un pettegolezzo (che male c’è?!?!?!) telefonico. Sì, e poi ci sono le donne, che sono un’altra cosa rispetto agli uomini. Siamo diversi. E quando le nostre differenze si incontrano può esserci l’AMORE. Che è un balsamo, sempre, sulle nostre ferite. E poi ci sono le donne: assetate e mai sazie di confronto. Portatrici sane di emozioni. E di sfumature. E contraddizioni. E per fortuna ci sono le donne imperfette. Con mille cose da fare e qualcuna dimenticata, senza ansia da prestazione. Le donne che vivono. Respirando il proprio caos interiore. E’ questa rubrica un dialogo con chi sa respirare la propria anima. Da donna/madre/giornalista a donna.

Ricominciare

E’ arrivato il momento. Arriva per tutte, prima o poi: settimana prossima dopo due anni di attività mammesca a tempo pieno, e lavoro giornalistico da casa, lavorerò. Fuori casa. L’insegnamento della storia dell’arte mi aspetta. E sono felice. Pur se…

Io ed il signor Mac Donald’s

Non sono mai stata attratta, non solo per ragioni ideologiche, anche se prevalentemente per ragioni ideologiche, dal Mac  Donald’s.  Non amo i suoi panini, preferisco una pizza o sana (forse…) friggitoria calabra. E fino a pochi giorni fa potevo vantare…

Mi concedi dieci minuti?

“Mi concedi dieci minuti?”, è così, con questa richiesta che ha (quasi) inizio una mia giornata mammesca. Sveglia  dalle 7.00, anche qualche minuto prima, caffè, bagno lavato, shampoo, Ginevra saltellante sul letto, latte a Ginevra, lavato e cambiato Ginevra, mi…

Quello stesso orizzonte

I figli sin dalla più tenera età fanno di testa loro, si sa, ciò riguarda tutti gli aspetti della loro esistenza, a maggior ragione qualcosa che li riguarda indiscutibilmente, come la scelta dei giocattoli. Durante un divertente e stancante tour…

Andate e ritorni

È da un po’ iniziato Settembre, “mese dei ripensamenti sugli anni e sull’età”, archiviate le lunghe vacanze non proprio rilassanti, e carica, come sempre, di nostalgia approdo nuovamente a Nord (della mia anima). Ginevra protrae i suoi anarchici ritmi estivi,…

Estatiche aspettative

Durante uno dei miei tour serali/ notturni fra passeggino e caldo torrido, liberatorie risate con i miei amici di sempre, mio marito (o ciò che resta di lui causa caldo) ed il suo (in) sano narrare storico anche in vacanza,…

"Mamme (pi\u00f9) migliori"

Le vacanze procedono, nel loro lento e caldo scorrere. L’Estate è come un lungo, interminabile, pomeriggio, ed io amo l’imbrunire. Non è pensabile godersi il senso pieno delle vacanze, quel vacante a me caro, con una bimba vivacissima di 21…

Estate mammesca

I compiti delle vacanze sono per me nel suo svolgersi, completamente immersa fra secchiello, crema solare, cappelli, costumi, nella sospensione che annulla un po’  della nostra essenza quotidiana, in questo altro dove che è il luogo del nostro relax. Relax?…

I compiti delle vacanze

Prendo il titolo a prestito da Lidia Ravera,  “I compiti delle vacanze” è un suo romanzo, oltre ad essere un po’ un mio modo di vedere le cose: le vacanze sono stressanti. Proprio oggi ho fatto il biglietto per scendere…

Desideri mammeschi

Durante le mie passeggiate al parco con Ginevra, mi capita di osservare le mamme. Tutte un po’ stanche, amorevoli, fra tenerezze ed il famoso “ad un quarto d’ora dall’esaurimento nervoso”. Le osservo, sorrido, e nell’osservare osservo me stessa. Le mie…

Una stanza tutta per sé

Per scrivere romanzi è necessario avere una stanza tutta per sé, per averla questa stanza è necessario avere un’indipendenza economica, ciò asseriva nel 1929 Virginia Woolf, nel saggio “Una stanza tutta per sé”. Metafora quella stanza di un universo personalissimo…
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