Morano riparte dal turismo

Morano riparte dal turismo

MORANO - «Si riparte dal turismo. Con le stesse motivazioni e la solita determinazione di sempre. Insieme con quanti nel settore dell’accoglienza e della promozione delle eccellenze locali continuano ad impegnarsi per far crescere Morano. In questi ultimi giorni, in particolare, un plauso alla Perla del Pollino e alla Pro Loco, per le iniziative concluse con successo». Così il sindaco Nicolò De Bartolo e i consiglieri Salvatore Siliveri e Mario Donadio commentano gli eventi appena archiviati e quelli tuttora in corso.

Nello specifico gli amministratori si riferiscono: alla presenza (ieri e oggi) della società cui è affidato il punto IAT, la Perla del Pollino, al TTG Travel Experience di Rimini (Padiglione C7 della Regione Calabria), appuntamento di caratura internazionale per gli operatori del turismo, fondamentale per comprendere l’andamento del mercato, presentare le novità di prodotto, anticipare le tendenze e conoscere i trend del comparto; e alla Pro Loco, che domenica scorsa ha realizzato, in stretta collaborazione con il Comune e il Touring Club Italia, la prima Caccia ai Tesori Arancioni, happening per il quale ha ricevuto i  complimenti del TCI e diversi messaggi di gradimento.
«Entrambi le manifestazioni – affermano De Bartolo, Siliveri e Donadio – hanno visto e vedono protagonisti i nostri operatori, nell’intento condiviso di accendere i riflettori sul vasto patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico di cui disponiamo. Presentandolo nei suoi aspetti migliori e proponendolo secondo l’apprezzata e molto richiesta nuova modalità del viaggio esperienziale. Per quanto ci riguarda continueremo a lavorare senza sosta per creare condizioni vantaggiose affinché i privati, il cui apporto rappresenta un complemento irrinunciabile per l’istituzione, possano investire nelle loro capacità e fare impresa in questo settore. Crediamo che avvicinare maggiormente il visitatore a ciò che costituisce il cuore pulsante della comunità, le persone, le tradizioni, il dialetto, gli usi e costumi, la gastronomia, in altri termini a quel grande pozzo che sono i beni immateriali, possa fidelizzare l’ospite, promuovere il borgo e, per naturale conseguenza, costruire relazioni e sviluppare economia duratura».

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