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Anna De Blasi

Anna De Blasi

Di poesia e corse quotidiane…

I bambini, come è ampiamente risaputo, hanno i loro tempi, un po’ al di là della frenesia contemporanea. Vivono poeticamente il presente, l’attimo che fugge, il concetto di “poi” o “dopo” è molto relativo, ciò crea anche la loro impazienza. Assaporare il momento, vivere con leggerezza è arte allo stato puro, e molte volte anche utopia. Il tempo che scorre esiste, così come esistono orari di tram ed autobus. Io non vivo il mondo dorato (ed anche abbastanza monotono) degli spoot pubblicitari. Mi muovo, anche con qualche difficoltà, nel mondo reale. La mattina a casa mia i sorrisi non si sprecano: sono una conquista. La colazione i cartoni mattutini (sì lo so non si dovrebbe…) il passaggio dal pigiama ai vestiti è una vera corsa contro il tempo, più che nel Mulino Bianco tutti e tre veniamo catapultati in un film di Indiana Jones.

A 90 anni si è spento Fidel Castro

La notte del 25 Novembre scorso è morto l’ultimo comunista: Fidel Castro. Aveva 90 anni. La notizia è stata data dal fratello Raùl: “Con profondo dolore vi informo che il comandante in capo della rivoluzione cubana Fidel Castro è morto”. Il corpo sarà cremato, secondo le volontà del leader maximo. E’ stato, assieme al fratello Raùl e ad Ernesto Che Guevara, protagonista della rivoluzione cubana, lottando contro il regime di Fulgencio Batista. Sicuramente è stato uno degli uomini più controversi del Novecento: da alcuni considerato un nemico dei diritti umani, da altri un liberatore.

A 90 anni ci lascia Dario Fo

Milano, 13 Ottobre, il mondo della cultura italiano e non solo è in lutto: è morto Dario Fo, aveva 90 anni. Vissuti intensamente fino all’ultimo istante, da vero animale da palcoscenico come pochi. Ultimamente sosteneva “Se mi dovesse succedere qualcosa dite che ho fatto di tutto per campare”. Una lezione, per tutti. Una delle tante che il grande maestro ci ha consegnato. E’ stato drammaturgo, attore, regista, autore, scenografo, pittore, illustratore, attivista. Per 60 anni, assieme alla moglie Franca Rame, ha totalmente rivoluzionato il mondo della cultura. Reinventando la satira. E’ stato l’autore italiano più rappresentato al mondo. Ha inventato un nuovo linguaggio: il Grammelot, che nasce dalla mescolanza di dialetti locali, neologismi e lingue straniere.

Il centro commerciale, Masha ed Orso, io e mio padre

Riprende il ritmo delle cose, fra alti e bassi emotivi, l’attesa di un pieno autunno, (adoro questa stagione), le piogge sottili settembrine, i primi raffreddori, la scuola materna e le visite al centro commerciale. Come ho avuto modo più volte di scrivere non amo particolarmente questi posti, dei non luoghi, dove il senso dello stare assieme si svilisce in qualche modo, e dove fra acquisti compulsivi e le varie “offerte incredibili” anche noi diveniamo un po’ merce, confusi con i prodotti che acquistiamo. Come se essi riuscissero a riscattare in qualche modo le frustrazioni che assimiliamo. Che subiamo. Delle quali, a volte, ci nutriamo. Detto ciò devo ammettere di essere distratta (capita la domenica di essere senza qualcosa che ci serve), ed aggiungere, cosa ancora più rilevante, che i fine settimana il centro commerciale di solito organizza incontri fra bimbi ed i loro “idoli”. Ginevra, due anni e mezzo, ha il diritto, al momento, di essere anche conforme, di amare ciò che amano tutti i bimbi (già canta CCCP ed affini, non vorrei venisse crocifissa in sala mensa...).

Impressioni di settembre (e la scuola materna)

Anche questo anno, come ogni anno, l’estate è finita. Anche questo anno, come ogni anno, è tornato settembre con tutto il suo carico di malinconia, e di ri-inizio, d’altronde settembre è un po’ un capodanno morale. È il mese che dopo la lunga pausa estiva tutto riprende, guccinianamente il “mese dei ripensamenti sugli anni e sull’età”. Il mese delle perplessità. Ed io, come ad ogni settembre, mi sento un po’ personaggio in cerca d’autore, e mentre provo a divenire autrice di me stessa, sistemando vari pezzi di me, l’abbronzatura, (dato il mio essere quasi diafana) conquistata a fatica, velocemente svanisce, ed il caldo persiste. Questo settembre ha da subito un nuovo inizio: la scuola materna di Ginevra. Lei assetata di vita ha accettato con entusiasmo la novità. È felice! Non un capriccio, non una lacrima. A dire il vero è anche stata preparata all’evento. Nessuna lacrima da parte di nessuno: i bimbi hanno il diritto alla libertà, a stare fra simili, poi per essere sinceri sinceri uscita dalla scuola materna una lacrimuccia ha fatto capolino, ma gli occhiali neri da diva hanno molteplici funzioni. E così le mie, le nostre, giornate diventano più frenetiche e piene: sveglia alle 6.00, tram, andate e ritorni, ed in men che non si dica siamo passati dai CCP a “Caramella, caramella”... La vita fa il suo corso. Il punk rock cede il passo alla poetica infantile di mia figlia. Le nostre serate si dipingono di colori, giochi, entusiasmi, un eterno asilo dalle nevrosi adulte, anche dal mio cercarmi, trovandomi, pur senza impegno, nelle note di “Buttiamo la tristezza dal balcone”, e allora sì, Ginevra cara, hai ancora una volta ragione tu: incertezze, titubanze settembrine, buttiamole tutte via, dalla finestra, perché questo tuo nuovo inizio sta insegnando anche qualcosa a me: rientrare in contatto con il nostro aspetto ludico. Respirando la vita. Facendoci anche accarezzare da essa. L’aria settembrina presto cederà il posto a questa lunga estate, i colori dell’autunno ci avvolgeranno come un caldo abbraccio, tutto riprenderà, assieme ai tuoi sorrisi, alle tue canzoni, ed io, fra articoli rimandati, lavoro, stress mammesco, ancora troverò ristoro nel mio vederti crescere: Buon inizio Ginevra. Buona vita, sempre.

Ginevra, ad esempio...

In un caldo pomeriggio di estate navigando in rete mi sono imbattuta in un post su facebook. Un post che avrei potuto scrivere io, d’altronde tanti pensieri altrui in qualche modo ci appartengono. Nel suddetto post viene descritta una giornata in piscina di una mamma con prole a seguito. La mamma in questione è preoccupata perché suo figlio vivacissimo gioca e “disturba”, dopo averlo vanamente ripreso rassegnata capitola. La titolare del post sostiene che il bimbo non disturbava affatto, era semplicemente vivo. E che anche lei si è trovata nella situazione di chi capitola difronte all’ineluttabile vivacità dei più piccoli. Anche io non posso fare altro. Ginevra canta, gioca, balla, ingoia la vita e ce la vomita addosso.

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