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San Marco, proseguono spediti i lavori del quadrivio dell’Esaro

SAN MARCO ARGENTANO - Procedono piuttosto spediti i lavori del quadrivio dell’Esaro situato nei pressi dello scalo sammarchese che comprendono, tra gli altri, la rotatoria per far defluire meglio la viabilità, il nuovo parcheggio-autostazione per gli autobus e tutte le opere connesse. I lavori si stanno realizzando utilizzando un finanziamento concesso dalla Regione Calabria ai sensi della legge regionale n. 24/87 e destinato, appunto, a sovvenzionare sia la realizzazione della stessa quanto l’adeguamento della viabilità e delle infrastrutture collegate compreso il parcheggio bus che consentirà una migliore razionalizzazione dei servizi.

San Marco, gruppo social per la riapertura della strada di Cavallerizzo

SAN MARCO ARGENTANO - Al momento è nato solo sui “social” ma il gruppo di persone si prefigge di risolvere l’annoso problema della strada di Cavallerizzo ormai chiusa e intransitabile da una dozzina d’anni. Il gruppo è denominato appunto "Movimento ricostruzione strada Cavallerizzo" e vi ha aderito, per sua volontà, il vescovo di San Marco – Scalea monsignor  Leonardo Bonanno oltre all’antropologo, il professor Vito Teti. «È un movimento che comunque nasce dal basso – spiega l’ideatore Gianfranco Russo – e che partendo dalla gente comune, perché no anche da quella che non sa e non vuole entrare nei meandri della burocrazia rivendica solo un sacrosanto diritto che si chiama libertà».

San Marco, i miei Vescovi Argentanesi

SAN MARCO ARGENTANO (*) - “I miei Vescovi  argentanesi” è  una recente  pubblicazione  di Mario Scarpelli  realizzata con la collaborazione del prof. Umberto Massimiani. E’ un lavoro superbo di 360 pagine,  corredato da 137 documenti e 103  immagini, che ricorda i Vescovi dell’età  contemporanea  conosciuti dall’autore, autentico e fervente cattolico, protagonista attivo della vita delle istituzioni, testimone di tanti  episodi importanti della nostra Storia.  Non  una formale  conoscenza, ma  i  Vescovi citati  hanno orientato la formazione dello stesso.
Il libro  è un dono  prezioso,  come sottolinea mons.  Bonanno   nella presentazione, perché  è un lavoro  realizzato  in età avanzata da  Mario Scarpelli: è un regalo alla diocesi e ai sammarchesi  nel suo 95° compleanno. La pubblicazione  coincide  inoltre con  l’emanazione  del  decreto pontificio che  proclama  “Venerabile” il Vescovo Agostino Ernesto Castrillo ofm  per le sue virtù eroiche  e con il centenario delle apparizioni di Fatima con cui il nostro Santuario della Madonna del Pettoruto è gemellato.
Possiamo dire che il testo è formato da  due parti: la prima  presenta la Diocesi di San Marco Argentano-Scalea,  la seconda   parla dei Vescovi argentanesi dell’epoca contemporanea e di Vescovi illustri  nativi di San Marco o zone limitrofe. Nella prima parte  l’autore  descrive  della  Diocesi  l’aspetto  storico-culturale, il territorio (65 parrocchie, 120.000 abitanti, superficie kmq1142) ,  l’antica origine  che affonda le radici  nella Storia  di oltre mille anni fa.  In questo quadro generale  sono incastonati  il santuario della Madonna di San Sosti e  la figura del compatrono San Francesco di Paola.  L’autore  definisce il santuario della Madonna Incoronata del Pettoruto “la perla della Calabria” e San  Francesco di Paola  (1416-1507) “il sole della Calabria”. Il  tutto è  raccontato   con  testimonianze, poesie, eventi   che fanno risaltare la  spiritualità di alcuni uomini e la spiritualità che  pervade degli  ambienti. A completare il tutto una  poesia  di  mons. Luigi Fago (1920-85) : “I luoghi santi di San Marco Argentano”. Nella seconda parte  leggiamo dei  vescovi dell’età contemporanea , da Salvatore Scanu a Leonardo Bonanno,  ai quali  Scarpelli  dedica  anche il suo personale ricordo.  
Un capitolo  per ogni Vescovo corredato da  biografia,  stemma e motto araldico,  lettere, documenti, foto; notizie  importanti ed alcune inedite, ma  la parte che commuove  ed “ intenerisce il core ”  è il ricordo personale  che  Mario Scarpelli   scrive di ognuno ripensando  momenti della   propria vita  e  l’influenza   formativa  di ciascun vescovo  su di lui.
Cerchiamo  di ricordare  brevemente  i Vescovi  nominati  nell’ampio testo.
Salvatore Scanu (Orzieri 1859-San Marco 1932) fu vescovo di San Marco-Bisignano per 23 anni e fu definito dalla popolazione il  “vescovo dei poveri” per la sua umiltà e misericordia. “Crux Fortitudo mea” il motto  che dominava  sul suo vessillo.
Il successore  Demetrio Moscato (Gallina RC 1888-Salerno 1968)  resse la diocesi nel periodo 1932-45 .  Il  motto araldico fu  “Pro  Fide et Patria” .  Continuò  e sviluppò  anche ciò che  mons. Scanu aveva avviato: ampliò  il santuario del Pettoruto, promosse un raduno socio-economico  per il  Mezzogiorno, costruì  nuove chiese, elevò a compatrono diocesano san Francesco di Paola.  Fu il  ricostruttore materiale, morale e spirituale del dopoguerra.
A lui successe  mons. Michele Rateni (Putrella Tifernina CB 1901- San Marco 1953),  guidato dalla stella mariana, come diceva il suo motto “Respice Stellam”. Promosse un  congresso mariano, un congresso eucaristico e il culto dei martiri argentanesi. Comprese pienamente il compito dell’Azione Cattolica e  la sostenne;  restaurò il Seminario di Bisignano.
Breve ma intenso fu l’episcopato  di Agostino Ernesto Castrillo ofm (Pietravairano CE 1904- San Marco 1955). Parroco a Foggia,  segretario  provinciale dell’Ordine  Francescano Minore  per Puglia-Molise, assistente spirituale della Pontificia Università Antonianum di Roma. Di lui si diceva che avesse  la dolcezza di San Francesco di Assisi e la forza di San Francesco di Paola. Colpito da un male incurabile che lo costrinse all’immobilità, testimoniò  luminosamente il Vangelo e la Regola francescana accettando la sofferenza  in perfetta letizia.  Il suo motto fu: ”Amor, Iustitia, Pax”. Il  16 giugno  scorso  papa Francesco ha firmato il decreto  che lo ha  dichiarato  Venerabile.
 Dopo di lui il vescovo Luigi Rinaldi  lavorò  da  ”buon milite di Cristo” come diceva  il motto del suo stemma. Nato a Napoli nel 1901 è tornato alla casa del Padre nel 1977 ed è sepolto nel santuario della Madonna del Pettoruto. Devoto alla Vergine  aveva iniziato la pubblicazione del periodico “Voce del Pettoruto” per diffondere  e sviluppare il culto mariano. Ha guidato la diocesi  nel comprendere ed attuare i dettami del  Concilio Vaticano II. E’ autore di un decalogo per i parroci che rimane ancora attuale.
Augusto Lauro fu il vescovo non più della diocesi di San Marco-Bisignano  ma di San Marco Argentano-Scalea in seguito alla ridisegnazione delle diocesi calabresi .  Il motto sul vessillo diceva :”Honor Meus Honor Ecclesiae. Nato a Tarvisio (UD) nel 1923 è eletto vescovo nel 1979 e per raggiunti limiti di età nel 1999 lascia la cattedra vescovile. A lui si devono il Museo diocesano, il sinodo diocesano, molti e vari incontri culturali ;  ha  avviato  la causa di informazione canonica del predecessore Agostino Ernesto Castrillo ofm.
Il suo successore  Domenico Crusco (Grisolia CS 1934-San Marco 2013)  conosceva San Marco  perché  era stato rettore del Seminario vescovile;  ha  guidato   la diocesi fino al 2011. Il  motto scritto sul vessillo diceva :”Sollicitudo Mea Gloria Dei”.  Ha celebrato il IV centenario del Venerabile fra Albenzio Rossi di Cetraro (1542-1606), ha dato impulso alla formazione e alla cultura. Nel suo testamento  spirituale è toccante l’ultima frase: ”La Madonna del Pettoruto mi accompagnerà nel mio incontro col Padre”.
Il vescovo  in carica, mons. Leonardo Bonanno (San Giovanni in Fiore CS 1947) è filosofo e canonista, giudice presso il Tribunale ecclesiastico calabro, docente e scrittore. Il suo motto  “Ecclesiam diligere”  esprime  l’obiettivo del suo impegno di pastore: amare e onorare, far amare e far  onorare la Chiesa. Le visite pastorali che compie gli danno la possibilità  di conoscere i problemi reali della sua diocesi e di stare con semplicità vicino alla gente e comprenderne preoccupazioni ed affanni. Mons. Bonanno, nella sua benevolenza,  ha fatto conferire a  Mario Scarpelli il titolo pontificio di Commendatore di San Silvestro Papa.  
Scarpelli non può e non vuole  dimenticare i Vescovi  nati in questo angolo di Calabria: Raffaele Barbieri (San Marco Argentano 1898-Cassano 1968) e Domenico  Petroni (Cervicati 1881-1978). Raffaele Barbieri fu illustre vescovo di Cassano  allo Jonio. Teologo, promotore di studi e ricerche, oratore che incantava chi lo ascoltava. Riposa nella cattedrale di Cassano nella Cappella del SS Sacramento. Domenico Petroni fu vescovo delle diocesi di Anglona-Tursi e  di Melfi-Rapolla-Venosa. L’autore ricorda anche  la figura del cappellano militare don Alcide Gaudio nato a San Marco Argentano nel  1904 e  dichiarato disperso dal 21 maggio 1945. La pubblicazione si conclude con la figura e l’opera del “sapientissimo calabro” il cardinale Guglielmo Sirleto (Guardavalle CZ 1514- Roma 1585), vescovo di San Marco nel 1566. Nominato  cardinale, fu  consultore del Concilio di Trento, prefetto della Biblioteca apostolica vaticana, membro di Congregazioni, filosofo, teologo. E’ stato celebrato a Roma nel 2015 con un convegno internazionale e Scarpelli ha  donato ai convegnisti una vasta documentazione.
“I miei vescovi argentanesi “ di Mario Scarpelli  spingono il lettore a  riflettere sulla figura del vescovo, che  come  San Tommaso d’Aquino scriveva:” …  deve pascere il gregge di Cristo ed essere utile al prossimo”. Ogni cristiano deve conoscere la diocesi di appartenenza e il vescovo che la regge o meglio, come Mario ci insegna, i vescovi che l’hanno retta negli ultimi anni. Leggere il testo di Mario Scarpelli  significa fare un excursus nella storia recente con  la visione di  foto e la lettura di  documenti  finora inediti.
Il suo è  un lavoro fatto con maestria, da vero documentarista al quale non sfugge nulla e che riesce a  trascrivere con abilità  e  dovizia di particolari  la storia del recente passato, un lavoro frutto dell’amore per la propria terra. Concludendo  è opportuno  ribadire che lo scritto di Mario Scarpelli non è una semplice pubblicazione, ma una ricerca che ci offre memoria, valori che il tempo non cancella, valori che sono un patrimonio da regalare a tutti, ai giovani in particolare, per farne oggetto di riflessione e per ritrovare le proprie radici.

                                                                                                                                                                                                     (*) nota a cura del professor Gabriele Talarico

Esaro, grossi incendi a San Marco e tra Malvito e Mottafollone

SAN MARCO ARGENTANO - Due incendi di grosse proporzioni hanno devastato due fette del comprensorio dell’Esaro. Contrada Prato, nel territorio sammarchese, è diventata praticamente un inferno fin dalla tarda serata di martedì con fiamme altissime e roventi che solo dopo oltre dodici si sono attenuate. Tra Malvito e Mottafollone, invece, le lingue di fuoco, alimentate anche dal vento, hanno preso di mira i terreni di un’azienda agricola e attraversato una collina tra i due comuni arrivando a lambire diverse abitazioni ed entrando quasi a contatto con un rifornimento di carburante.

Altomonte, il ricordo di Presta a dodici anni dalla scomparsa

ALTOMONTE - Martedì scorso 4 luglio sono trascorsi ben dodici anni dalla scomparsa di Michele Presta. Era una giornata afosa allora. E Michele Presta, dirigente sindacale della Cgil calabrese, nativo proprio di Altomonte, era atteso a Pizzo Calabro. Doveva parlare, da segretario della Flai, in una delle tante iniziative sulle tematiche dei lavoratori agricoli, quei braccianti da cui era partita la sua storia sindacale. Michele, però, non arrivò mai a Pizzo.

Roggiano, maretta politica in seno alla maggioranza

ROGGIANO GRAVINA - L’estate roggianese rischia di diventare, dal punto di vista politico, più “rovente” delle temperature climatiche. È di ieri mattina, infatti, la decisione di due esponenti di “Rinascita democratica” di dare “l’aut-aut” al sindaco Ignazio Iacone ed al resto della maggioranza, che – va ricordato – è in carica da giugno 2016. In effetti, Pina Vano, unica iscritta al Pd, peraltro assessore con delega, tra l’altro, alla Sanità ed il collega consigliere Salvatore Lanzillotti pongono l’ultimatum «entro il prossimo consiglio comunale», si dicono «disponibili al chiarimento costruttivo» ma in mancanza «non avendo interessi personali, né economici e volendo fortemente il bene collettivo, abbandoneranno il gruppo di maggioranza per passare all’opposizione».

San Sosti, è polemica sul nuovo monumento ai Caduti sul lavoro

SAN SOSTI - S’inaugura oggi pomeriggio, 6 luglio, un nuovo monumento per i caduti sul lavoro. L’opera è stata fortemente voluta dalla Pro loco “Artemisia”, oggi presieduta da Maria Barillà, che però non sarebbe stata coinvolta all’evento. «È l’unico nostro rammarico – denotano dall’intero consiglio direttivo dell’Associazione – perché l’Amministrazione De Marco, ha dimenticato - nell’intera organizzazione - di coinvolgere chi realmente ha promosso quest’opera».

CALCIO FEMMINILE - Il Roggiano promosso in Serie B

  • Pubblicato in Calcio

ROGGIANO GRAVINA - Dopo alcuni anni d’assenza è rinato il calcio “in rosa” nell’Esaro che, grazie alla fusione tra il Mottafollone calcio femminile e l’Asd Roggiano Calcio 1973, ha prodotto già un primo risultato. La compagine, infatti, ha vinto il campionato di Serie C ed è stata promossa in B.

Diga Esaro, si torna a parlare dell’Invaso ancora incompleto

SANT’AGATA D’ESARO - A seguito della recente notizia che il presidente regionale Mario Oliverio darà corso ad una serie d’incontri e sopralluoghi con i tecnici per verificare lo stato dell'arte di alcuni invasi calabresi tra i quali l’Esaro, si è riacceso il dibattito attorno alla Diga incompleta. Intanto, sono stati promossi una serie d’incontri con tutti i soggetti competenti che hanno responsabilità nell’utilizzazione dell'acqua, al fine di far fronte anche in Calabria all’emergenza siccità.

Mountain bike, è nata nell’Esaro la Sade in Bike

S. AGATA D’ESARO - È nata da qualche mese ma sta già facendo parlare di sé. È la “Sade in bike”, dove Sade rappresenta l’acronimo di Sant’Agata d’Esaro, formata da un gruppo d’appassionati delle due ruote da far pedalare soprattutto in montagna.

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