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A 90 anni si è spento Fidel Castro

La notte del 25 Novembre scorso è morto l’ultimo comunista: Fidel Castro. Aveva 90 anni. La notizia è stata data dal fratello Raùl: “Con profondo dolore vi informo che il comandante in capo della rivoluzione cubana Fidel Castro è morto”. Il corpo sarà cremato, secondo le volontà del leader maximo. E’ stato, assieme al fratello Raùl e ad Ernesto Che Guevara, protagonista della rivoluzione cubana, lottando contro il regime di Fulgencio Batista. Sicuramente è stato uno degli uomini più controversi del Novecento: da alcuni considerato un nemico dei diritti umani, da altri un liberatore.

E' morto il presidente emerito Ciampi. Aveva 95 anni

ROMA - Carlo Azelio Ciampi, Presidente emerito della Repubblica, si è spento questa mattina all'età di 95 anni presso una clinica di Roma. Era stato governatore di Bakitalia negli anni Ottanta e successivamente fu scelto dai partiti fuori dal Parlamento per l'incarico a Quirinale. Viene eletto nel 1999 e resta in carica fino al 2016, divenendo il decimo presidente della Repubblica italiana. Prima del 1999, Ciampi fu presidente del Consiglio in un momento di particolare transizione della storia tricolore.

Morti bianche in Italia: da gennaio a giugno 2016 19 vittime sul lavoro a settimana

La media è molto pesante e racconta bene, purtroppo, la tragedia quotidiana delle morti bianche nel nostro Paese. Da gennaio a giugno, infatti, sono 461 le persone che hanno perso la vita sul lavoro in Italia: 341 gli infortuni mortali rilevati in occasione di lavoro e 120 quelli in itinere. Un numero drammatico che si traduce in una tragica media di 77 vittime al mese, ossia 19 alla settimana.
Questa la prima mappatura della più recente indagine condotta dagli esperti dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base di dati Inail. Uno scenario come sempre sconfortante in cui l’unico dato positivo è il decremento della mortalità in occasione di lavoro rispetto ai primi sei mesi del 2015 pari al 5,5 per cento.

Franco Fusca a un mese dalla scomparsa

Caro Franco,
è passato già un mese che tu non ci sei. Se verso un altro viaggio… Il viaggio…
A volte il tempo ci attraversa come onde di mare nel vento e noi siamo stati sempre dei naviganti in ascolto della marea d'altura...
Tu non ci sei più a recitare il Cantico degli amori o la festa dei sorrisi e viaggi nel tuo Viaggio per scoprire isole nuove che vanno oltre Ulisse e oltre Calipso...
Resti l'aquilone che sei sempre stato con le tue verità mai taciute e la tua ricerca di prode guerriero nei sentieri del tutto e nella leggerezza del nulla...
Oltre il Golgota ci sono le pazienze che hanno l'umiltà dei camminatori di deserti...
Forse sei entrato in un tramonto dove le ombre sono luci...

Alì: la leggenda del pugilato

“Non sono andato nel Vietnam perché credo che ognuno abbia il diritto di vivere tranquillo nella propria casa. Non vedo perché uno solo di noi neri americani che sono privi della loro terra avrebbero dovuto andare a combattere contro chi stava tentando di difendere la propria terra”. Così parlò Muhammad Alì. La leggenda del pugilato ci ha lasciato il tre Giugno scorso. Aveva 74 anni. Era malato di Parkinson. Troppo facile, e forse non del tutto veritiero, sostenere che il combattimento più importante è stato perso da Alì. Perché Alì questa battaglia l’ha vinta, anche solo per il coraggio e la dignità avuti nel mostrarsi malato, ammantato della sua fragilità, così come lo fece della sua forza. Non fu solo un pugile. E’ sicuramente riduttivo parlarne in questi termini.

Ciao, Marco (Pannella)

La politica, così vituperata, pur con “qualche” ragione, può anche regalarci uomini coerenti e battaglieri. Sicuramente esempio di tale coerenza è stato Marco Pannella, che ci ha lasciato il 19 Maggio scorso. Marco Pannella è stato, dagli anni Settanta fino al suo ultimo respiro, un uomo coraggioso e controcorrente, capace di scuotere le coscienze di un’Italia borghese, bigotta e clericale. Lottando per uno dei principi della nostra costituzione: la laicità dello Stato. Al di là del nostro intimo sentire è questa la verità: lo Stato italiano è laico, Marco Pannella più volte ce l’ha ricordato. Lottando e difendendo quella laicità di cui tutti facciamo uso. Aveva 86anni. Era malato. Gravemente. Ma restava ironico, coerente, in qualche modo istrionico. Il suo ultimo messaggio: “Continuate”. Quasi evangelico. Un evangelismo laico. Libero. Sue le battaglie per il divorzio, l’aborto, la legalizzazione della cannabis (per questo fu anche arrestato: aveva distribuito marijuana, atto provocatorio, di “disobbedienza civile”, come lo stesso Pannella lo definì, contro il proibizionismo), il diritto ad una morte dignitosa, il referendum sul nucleare, le condizione delle carceri, dei detenuti, una sua costante. Ha scosso la politica italiana, il suo provincialismo feroce, e le nostre coscienze a suon di referendum e scioperi della fame e della sete. Sua anche la provocatoria (e forse discutibile, ma sicuramente abbiamo visto di peggio) scelta di far entrare in politica Ilona Staller e Moana Pozzi. Ha stupito, ha indignato, sicuramente ha cambiato la storia del nostro Paese. La coerenza sui diritti civili non è mai diventata coerenza ideologica: era un radicale, liberista, libertario, un po’ a destra un po’ a sinistra, con qualunque schieramento potesse appoggiare le sue battaglie, renderle realizzabili, del tutto indifferente al resto. Chi vi scrive ha un’altra idea della politica: mi schiero, sempre, e da un’unica parte. Chi vi scrive, pur convinta della “giustezza” ideologica, dello stare, liberamente, da una parte o dall’altra, non può non riconoscere in questo oscillare pannelliano l’essenza delle sue battaglie: l’importante era realizzarle. Rendere concreto quel concetto di libertà ancora troppo aleatorio. E allora grazie caro Marco. Grazie per il divorzio. Grazie per l’aborto. Grazie per l’attenzione agli ultimi. Ai detenuti. Alle donne.  Grazie per aver lottato per una morte dignitosa. Per il referendum sul nucleare. Per aver lottato per la legalizzazione della cannabis. Per tutti i diritti civili che testardamente hai difeso. Per non esserti arreso. Mai. La società italiana ti deve tanto. Ciao, Marco (Pannella).

In ricordo di Pannella, un politico geniale

Marco Pannella, storico leader del Partito Radicale Italiano si è arreso alla morte, all'età di 86 anni. La politica italiana rimane orfana del “leone della Libertà”.
Ha intrapreso a svolgere l'attività politica nei primi anni cinquanta, essendo stato  tra i fondatori nel 1955 del Partito Radicale dei democratici e dei liberali, formazione politica promossa dalla sinistra liberale fuoriuscita dal Partito Liberale Italiano, braccio politico, inizialmente, del settimanale il “ Mondo” di Pannunzio.
Marco Pannella indiscutibilmente è stato il protagonista delle battaglie civili tra gli anni anni settanta fino ai nostri giorni. Storiche sono state quelle sull'aborto e il divorzio, ma anche sul nucleare, la responsabilità civile dei magistrati il maggioritario, quella per i diritti dei detenuti e per la "giustizia giusta" (nel nome di Enzo Tortora).

Calabria protagonista alla 50esima edizione del Vinitaly

VERONA - Le aziende vitivinicole della Calabria di scena alla 50esima edizione di Vinitaly, dal 10 al 13 aprile 2016, nella città di Verona. Le diverse aziende calabresi sono in vetrina su uno spazio di oltre 900 mq che la Regione Calabria (Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari) ha offerto ai suoi produttori con un unico messaggio rivolto almercato italiano ed estero. La Calabria oggi ha un patrimonio di circa 350 vitigni, con 12mila ettari di vigneto e una produzione di 400mila ettolitri all'anno, di cui 70% rosso e 30% bianco. Circa 10 milioni di bottiglie prodotte di cui il 15% immesse sul mercato estero, con particolare riferimento alla Germania. Le aree di produzione principali sono concentrate nei territori di Crotone, Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Da nord a sud, quindi, i vitigni autoctoni calabresi danno vita a moltissime varietà di vino, tra cui 9 con la certificazione DOP e 9 con denominazione IGP.

Un bimbo di terza elementare inventa la parola "Petaloso"

È balzata agli onori della cronaca l'accettazione, da parte dell'Accademia della Crusca, del nuovo termine inventato da un bimbo delle scuole elementari di Copparo, in provincia di Ferrara. “Petaloso” da oggi, infatti, potrebbe entrar a far parte delle parole del nostro dizionario, se inizia a diventare di uso comune, con tanto di compiacimento e congratulazioni per il piccolo Matteo, che in poco tempo è divenuto famoso in tutto lo Stivale. Il tutto è nato da un lavoro fatto in classe, una terza elementare, sugli aggettivi. La maestra nella sua lezione racconta come il piccolo studente abbia utilizzato l'aggettivo “petaloso” per descrivere un fiore. Incuriosita e divertita dal nuovo termine, l'insegnante ha scritto alla Crusca che ha risposto per mezzo della redazione di Consulenza linguistica che “la parola inventata è ben formata e potrebbe essere usata in italiano come sono usate parole formate nello stesso modo”.

Nuovo naufragio nel mar Egeo, morti 39 migranti di cui 5 bambini

Ancora stragi in mare di persone che fuggono dalla propria patria per trovare rifugio in terre lontane. Teatro di questa carneficina questa volta è il mar Egeo dove almeno 39 migranti, di cui 5 bambini, hanno perso la vita nell'ultimo naufragio. L'ennesimo disperato tentativo, questa volta verso le coste della Grecia, è finita in tragedia dopo che l'imbarcazione su cui viaggiavano si è capovolta. A riferire i dati è la Guardia Costiera turca che non nasconde la preoccupazione per un bilancio ancor più pesante.

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