Il Tar ritiene inammissibile il ricorso sulle quote rose ad Oriolo

Il Tar ritiene inammissibile il ricorso sulle quote rose ad Oriolo

ORIOLO - Il Tar della Calabria (Salvatore Schillaci, Presidente; Nicola Durante, consigliere, estensore; Emiliano Raganella, Primo referendario), in merito al ricorso proposto da due cittadine di Oriolo, Maria Giuseppa Varlaro e Rosanna Blotta, rappresentate e difese dall'avvocato Pierfrancesco De Marco, contro il comune di Oriolo, difeso dagli avvocati Ninni Parise e Francesco Bonamassa, in merito all’assenza di “quote rosa” nella giunta comunale nominata dal sindaco Giorgio Bonamassa, ha emesso sentenza di inammissibilità del ricorso. Di fatto, il Tar ha legittimato le nomine degli assessori Vincenzo Diego e Nicola Pugliese, dopo che, in un primo esame del ricorso, aveva annullato le nomine dei due assessori “per difetto di istruttoria”.

In base a tale decisione del Tar, il sindaco Bonamassa azzerava la giunta  e procedeva, “previa istruttoria,  consistita nella consultazione di quattordici donne, le quali hanno ricusato l’incarico assessorile loro proposto”, ad ottemperare alla disposizione della II Sezione del Tar di Catanzaro. Non avendo trovato disponibilità di donne ad accettare l’incarico assessorile, dunque non potendo osservare le disposizioni in materia di quote rosa e parità di genere, il sindaco Bonamassa nominava, riconfermandola, la giunta per come era in origine, con Diego e Pugliese assessori. Da qui, il Tar ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato per ottemperanza del giudizio primario dello stesso Tar  in quanto, nel frattempo, il comune di Oriolo aveva fatto quanto il Tribunale amministrativo regionale aveva richiesto. In questo, rilevando il Tar che “non sussistono profili di danno, derivanti da lesione di posizioni giuridiche direttamente vantate dalla parte ricorrente”.

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