La scuola spezzanese merita una difesa, senza se e senza ma

L'istituzione cardine su cui si regge una società moderna, peraltro, sempre più complessa e iper-collegata, resta, tuttora, nonostante le contingenti difficoltà e le trasformazione della rivoluzione digitale, la scuola.
Quest'ultima, nella storia del nostro territorio, ininterrottamente ha assolto del tutto la propria funzione istruttiva, ed in particolare il Liceo Scientifico “Vittorio Bachelet”, che negli ultimi cinquant'anni ha contribuito al progresso socio-economico, nonché alla crescita civile e culturale della comunità, offrendo una seria ed elevata formazione che è stata lo strumento decisivo per il raggiungimento degli obiettivi e dei successi di tante generazioni di studenti del comprensorio.

La riduzione del numero degli iscritti del “Liceo Spezzanese”, contrariamente alle strumentali e/o interessate pseudo-motivazioni ovvero alle gratuite maldicenze, è riconducibile a fattori meramente di natura demografica, uniti alla trasformazione di un sistema scolastico nazionale che ha sposato, ormai, una concezione eccessivamente competitiva ed aziendalistica, generando un'offerta formativa più attenta ai principi pubblicitari del mercato che alla reale solidità dell'istruzione degli alunni.
Non vi è chi non vede che l'anzidetta operazione di mero marketing (e null'altro) ha sviato numerose famiglie, del tutto inconsapevoli, oltre che in buona fede, ad abbandonare il Liceo “Vittorio Bachelet”.
Per tale situazione tutti i soggetti pubblici e privati del comprensorio devono respingere con forza ogni tentativo di marginalizzazione delle istituzioni scolastiche del territorio, attivandosi alla difesa di quel patrimonio storico-culturale che ha sempre garantito livelli di eccellenza, oltre che rappresentato quel serbatoio umano da cui sono state attinte le migliori classi dirigenti e professionali degli ultimi decenni.
Senza una forte azione di valorizzazione della centralità del Liceo, le conseguenze dell'attuale stato di cose si rifletteranno, certamente, in senso negativo, nel territorio arbëresh che perderà, senza dubbio, quella valenza ovvero quel quid pluris che l'ha sempre contraddistinta nei decenni passati nel contesto territoriale.
Per cui, mai come in questo momento, sembra improcrastinabile intervenire per tentare di cambiare il trend descritto, innescando, viceversa, un processo sinergico di attenzione, supporto e di rilancio della scuola spezzanese (compreso il Liceo) che dovrà fungere, all'interno del territorio, da Agorà, luogo di incontro e di scambio, spazio di relazioni di accoglienza e di contaminazione, aprendosi ai nuovi protagonisti, alla partecipazione di tutti in un’azione di corresponsabilità educativa nei confronti degli studenti, secondo un’ottica di collaborazione cooperativa, che superi la frantumazione per un’idea di rete sistemica.
Il Liceo Bachelet che, tutt'oggi, garantisce livelli standard assolutamente in linea con le medie europee, dovrà recuperare quel ruolo di soggetto aggregante, propulsore e trainante, capace di offrire servizi, mettere a disposizione risorse, cooperare nella lettura condivisa dei bisogni culturali e formativi del proprio territorio, nonché volano per la co-costruzione della cultura e delle reti di capitale sociale.
Per fare tutto ciò, tuttavia, bisogna mobilitarsi tutti!
Scuola e territorio devono incontrarsi e riconoscersi in uno spazio dove le storie collettive si fondino a storie personali e, contaminando linguaggi ed esperienze, diano vita a paradigmi culturali complessi, ricchi e accessibili a tutti, sempre in un'ottica di crescita complessiva della comunità.
Difendere la Scuola Spezzanese vuol dire difendere la storia della comunità ed il futuro di essa!

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