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Il Covid ferma lo Joggi Avant Folk

Il gruppo delle Assurd (Joggi Avant Folk 2001:una delle prime edizioni) Il gruppo delle Assurd (Joggi Avant Folk 2001:una delle prime edizioni)

SANTA CATERINA ALBANESE - Si ferma a causa del Covid lo storico Joggi Avant Folk, l’evento etno-folk popolare che da ben ventidue anni caratterizzava le notti di mezza estate nella Valle dell’Esaro.

Joggi, borgo abbarbicato sulle colline adagiate sulla provinciale che va verso la montagna di Fagnano Castello ma nel territorio di Santa Caterina Albanese, ha avuto in alcuni giovani, ideatori di questa manifestazione, quelli che hanno creato un'omonima associazione culturale e che attorno alla loro passione hanno costruito, in questi anni, una rassegna musicale divenuta storica. «Purtroppo – scrivono gli organizzatori in una nota – dopo tante discussioni fatte, ci rendiamo conto di non essere nelle condizioni di poter garantire, anche in una versione più ridotta, il rispetto delle disposizioni previste dalle leggi per prevenire il contagio. Per noi che abbiamo a cuore la vicinanza fisica e corporea, la mescolanza, gli ingressi liberi, diventa davvero difficile». «È una decisione che prendiamo davvero a malincuore – ammettono gli organizzatori – perché pensiamo che in tutti questi anni abbiamo fatto la nostra piccola parte nel riuscire a fare o a mettere su qualcosa di buono in questa nostra regione sempre più depredata, martoriata e vessata. Una regione di emigrazione e sfruttamento, ferita da decenni di tagli e di gestione politica senza scrupoli, alla sanità, alla scuola, alla cura e al rispetto del territorio». «Ci fermiamo – concludono – perché pensiamo che proprio in questo momento così particolare è necessario attrezzarsi e immaginare nuovi orizzonti, fatti di pensieri e idee nuove, senza dimenticare tutto quello che è successo in questi ultimi mesi. Abbiamo sempre inteso il nostro festival come un rito sensuale e comunitario capace di immunizzare le paure, a cominciare dalle nostre, legate ai nostri luoghi e quindi allo spopolamento e all’abbandono, fino a trasformale in amore per gli altri, per il diverso e per il prossimo. È con questa convinzione che vogliamo continuare ad andare avanti in modo da rendere la nostra esperienza ancora più forte, ancora più piacevole e come sempre colorata e ribelle!! Cogliamo l’occasione per esprimere la nostra vicinanza a tutti i lavoratori e le lavoratrici intermittenti e precari dello spettacolo e della cultura, al momento drammatico che stanno vivendo in quanto parte di un settore completamente privo di tutele e di diritti».

 

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