Caso Torano. Il sindaco Raimondo:"Siamo la Codogno 2" In evidenza

Caso Torano. Il sindaco Raimondo:"Siamo la Codogno 2"

TORANO CASTELLO - “Siamo diventati la Codogno 2. Siamo già zona rossa, ma con i contagi che ancora potrebbero esserci rischiamo di avere ripercussioni devastanti e pesanti per il nostro futuro”.  Il sindaco di Torano Castello, ieri sera in diretta facebook, ha parlato alla sua comunità in modo schietto e sincero. Lucio Franco Raimondo, da quasi un anno alla guida della cittadina della Valle del Crati, non ha fatto sconti a nessuno e dopo aver ringraziato tutti coloro i quali stanno spendendo per rendere quasi normale la quotidianità, ha esposto la situazione creatasi con il focolaio di Villa Torano. 

Fino a ieri sono ventotto i dipendenti contagiati. Dodici residenti a Torano e sedici in alcuni comuni limitrofi.  “In questi giorni ho detto che avrei parlato quando avremmo avuto certezze - ha detto il sindaco - ed oggi le abbiamo. La prima è che il virus circolava all’interno della struttura già prima di Pasqua”. Raimondo ritiene che sul territorio di Torano e dei comuni vicini dovranno essere fatti ancora decine e decine di tamponi per aver contezza dell’espansione del virus. Si è soffermato poi sulla situazione interna alla residenza sanitaria assistenziale il cui personale - ha detto - è stato quasi azzerato a causa dei contagi e di cui ancora ha ricevuto l’elenco dei degenti positivi al Covid-19. “La struttura - ha ripetuto più volte Raimondo - va chiusa perché non ha la possibilità di gestire pazienti che devono essere curati in strutture ospedaliere con reparti di malattie infettive, se occorre di tutta la Calabria. Agli ospiti risultati negativi va assicurata assistenza da personale qualificato che dovrà assicurare l’Asp. Così come per le persone che, monitorate costantemente, dovranno trascorrere il periodo di quarantena nelle loro abitazioni”. L’affondo, dunque, verso la proprietà della Rsa. “Nonostante la comunicazione fatta a fine marzo per eseguire i tamponi al personale per come disposto dalla Regione - ha evidenziato il primo cittadino -  purtroppo non sono stati eseguiti. Se i test non erano disponibili né alla Regione né all’Asp e se la struttura non aveva i soldi per comprarli, certamente si sarebbe potuto contattare il comune ed avremmo provveduto noi a pagarli. Villa Torano va chiusa - ribadisce il primo cittadino - perché non ha la possibilità di curare pazienti Covid”. Una situazione difficile da cui si potrà uscirne solo se ci saranno dei paletti ben definiti. Il sindaco Raimondo chiede così a gran forza alla presidente della Regione Jole Santelli di rivolgere la sua azione verso Torano e l’intero distretto socio-assistenziale della Media Valle del Crati, che conta oltre ventimila abitanti ed in gran parte coinvolto in questa vicenda, rafforzando il personale sanitario sul territorio. Quindi l’appello alle istituzioni a mettere tutte le forze in campo ed ai cittadini a segnalare ogni sintomo sospetto. Infine il pensiero ai cittadini ligi e rispettosi delle regole ma anche agli “indisciplinati e intemperanti” che ancora, sprezzanti del pericolo, si vedono in giro. “Con questa gente - ha concluso Raimondo - faremo i conti nel momento in cui supereremo questo problema gigantesco per la nostra comunità”.

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