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Villa Torano tra caos e proteste

Villa Torano tra caos e proteste

TORANO CASTELLO - Il caos più assoluto. La situazione creatasi il lunedì di Pasquetta a Villa Torano sta diventando ormai molto difficile. Con l’attenzione che si è spostata adesso anche nella valle dell’Esaro dove sarebbero destinati gli ospiti della residenza sanitaria assistenziale di Torano Castello, attiva da oltre vent’anni e gestita dalla Medical Sport Center, risultati negativi al Covid-19. Questi, appunto, dovranno essere trasferiti in un’altra struttura.

Gli anziani i cui tamponi ripetuti più volte hanno dato esito positivo al virus resterebbero a Villa Torano, dove - come ha spiegato il direttore sanitario Luigi Pansini - era stata già predisposta un’ala al terzo piano già attrezzata per fronteggiare un’eventuale emergenza coronavirus. La Rsa individuata dalla società catanzarese ad accogliere i pazienti non affetti da Covid-19 è quella di Mottafollone che, insieme all’altra struttura di Spezzano Albanese, è nelle disponibilità della Medical Sport Center. Quindi, il conseguente trasloco dei degenti di Mottafollone nella casa di cura spezzanese. Trasferimento che il Dipartimento Salute della Regione Calabria ha autorizzato con una nota del 14 aprile scorso a firma del direttore generale Antonio Belcastro. La decisione, concordata tra la proprietà e Regione, ha messo però sul piede di guerra il comune di Mottafollone. Appresa la notizia il sindaco, Romeo Basile, ha immediatamente firmato una ordinanza con cui vieta il trasferimento dei pazienti da Torano a Mottafollone “se non con almeno 2 tamponi negativi per ogni paziente nei 15 giorni precedenti”, ordinando alla Medical Sport Center di eseguire, a scopo cautelativo, i tamponi agli ospiti e al personale della Rsa di Mottafollone. Ieri mattina, come aveva annunciato lo stesso primo cittadino, è scattata la protesta. Basile, con tanto di fascia tricolore, assieme ad alcuni amministratori, carabinieri e polizia municipale, presente il sindaco di San Sosti Vincenzo De Marco, si è posto davanti ad una ruspa ed ha messo in atto un sit-in in via Sciascia, bloccando, di fatto, l’accesso alla struttura. Il sindaco Basile ha chiesto il sostegno anche ai sindaci dei territori limitrofi. “È deplorevole - afferma il primo cittadino di Mottafollone - la gestione di questo caso da parte di tutti gli addetti ai lavori, in quanto nessun comune del territorio è stato informato ufficialmente né ha partecipato ad alcuna riunione per decidere delle sorti dei cittadini. Evitiamo un nuovo Pio Albergo Trivulzio”. Pronti a sostenere l’iniziativa di Basile, quindi, i sindaci di San Sosti (Vincenzo De Marco), San Marco Argentano, (Virginia Mariotti), San Donato di Ninea (Jim Di Giorno) e il vicesindaco di Malvito, Amedeo Turano. “Un atto - si legge nel documento sottoscritto - condiviso perché in relazione al peculiare contesto della Valle dell’Esaro Nord e mirato a prevenire concreti rischi di contagio e il conseguente incremento dell’epidemia in atto”.  Nel tardo pomeriggio anche la presa di posizione del comune di Spezzano Albanese. Con una delibera di Giunta si chiede alla Regione la revoca dell’autorizzazione. Il sindaco Ferdinando Nociti ha firmato anche un’ordinanza che vieta il trasferimento e l’accoglienza dei degenti di Mottafollone nella Rsa spezzanese. Per ospiti e personale Nociti chiede che vengano anche effettuati i tamponi.
Sono stati intanto trasferiti temporaneamente in una attigua struttura alberghiera i dipendenti di Villa Torano risultati positivi ma che restano in attesa degli esiti dei tamponi ripetuti e che si stanno processando a Catanzaro.

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