Torano Castello non è più zona rossa. Pronti a ripartire con la fase 2 In evidenza

Torano Castello non è più zona rossa. Pronti a ripartire con la fase 2

TORANO CASTELLO - Da oggi Torano Castello non è più zona rossa. A comunicarlo, nella tarda serata di ieri, al sindaco Lucio Franco Raimondo, il Dipartimento Tutela della Salute con una nota a firma del dirigente generale Antonio Belcastro. L’andamento epidemiologico e i dati forniti dall’Asp di Cosenza hanno evidenziato, appunto, una situazione circoscritta ed una classificazione del rischio comunque controllata e gestibile del Covid-19 sul territorio comunale.

Il comune della Valle del Crati, chiuso e tenuto blindato dal 14 aprile scorso, è tornato così ad essere libero. Per ben ventisei giorni Carabinieri, Carabinieri Forestali, Polizia di Stato e Guardia di Finanza hanno presidiato tutte le strade in entrata e uscita per la cittadina, dove nessuno era autorizzato a lasciare il territorio comunale se non per motivi urgenti, a causa della vicenda di Villa Torano. Come si ricorderà nella residenza sanitaria assistenziale, che sorge a dieci chilometri dal centro cittadino ed a pochi passi dallo svincolo dell’A2 del Mediterraneo, il giorno di pasquetta è scoppiato il focolaio che ha fatto registrare oltre centotrenta contagi da Covid-19 tra ospiti, dipendenti e loro familiari provenienti da diversi paesi della Valle del Crati e dell’Esaro. Solo quaranta, tutti collegati alla Rsa ed ormai in via di guarigione, i contagiati residenti a Torano Castello. Un paese, quest’ultimo, imprigionato da un’ingiusta ed immotivata zona rossa, come hanno ribadito più volte il sindaco Lucio Franco Raimondo ed il leader del Movimento Diritti Civili Franco Corbelli, decretata dalla Governatrice Jole Santelli non sul dato reale dei residenti contagiati, ma su un totale di settantotto soggetti positivi, fornito dall’Asp di Cosenza, che include anche gli ospiti contagiati ricoverati nella struttura da anni.  Corbelli è stato l’unico a contestare fortemente sin dall’inizio l’ordinanza della Santelli e la successiva proroga, minacciando lo sciopero della fame ed annunciando una denuncia querela alle Procure di Cosenza e Catanzaro ipotizzando i reati di sequestro di persona aggravato, abuso di potere, falso ideologico, danni morali e materiali. Sia il primo cittadino che lo stesso leader del Movimento Diritti Civili hanno sempre sostenuto che la vicenda di Villa Torano andava gestita diversamente, cioè con la immediata e temporanea chiusura della Rsa, luogo del contagio, e non con la blindatura del comune e la costrizione in casa di circa cinquemila cittadini, con gravi disagi per le famiglie, i malati, i disabili, gli anziani, i lavoratori. Ad attendere in particolare l’uscita dalla zona rossa non solo le attività commerciali ed imprenditoriali (i titolari di bar, pasticcerie e pizzerie hanno proceduto con la sanificazione dei locali e sono già pronti a ripartire con il servizio d’asporto) ma l’intero tessuto socio-economico della cittadina cratense che ha subito forti ripercussioni. E che ora è pronto a ripartire con l’attesa fase 2 e, soprattutto, nel rispetto, da parte di tutti, delle norme per il contenimento del contagio da coronavirus. Restano in vigore, appunto, tutte le prescrizioni contenute nel Dpcm del 26 aprile scorso e delle precedenti ordinanze sindacali, sul divieto di ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati.

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