Roggiano, i “resti” del Pd appoggiano l’uscente Iacone

  • L’ex assessore Picarelli lamenta lo svilimento della politica
Roggiano, i “resti” del Pd appoggiano l’uscente Iacone

ROGGIANO GRAVINA - Il locale Partito democratico, o ciò che ne resta, avrebbe scelto di sostenere alle prossime amministrative di giugno il sindaco uscente Ignazio Iacone. La disamina su questa “sciagurata” opzione, come la definisce l’ex assessore Antonio Picarelli, è figlia soltanto dello «spostamento della politica: dall’elaborazione di progetti all’interno di un perimetro di valori condivisi, al posizionamento individuale». È “autocritico” Picarelli, che in Consiglio comunale rappresenta ancora il Pd come capogruppo di minoranza ma che ormai non ne condivide le scelte.

«In queste ultime settimane molte cose sono già successe» a suo dire, cosicché «iscritti, simpatizzanti ed elettori del Pd sembrano aver già deciso la loro collocazione». D’altro canto lo ammette anche Picarelli: il malessere era presente da tempo. «Quando più d’un anno e mezzo fa – aggiunge l’ex assessore – l’elezione del segretario avvenne per ricercare un percorso politico di rilancio del Pd e del centrosinistra in generale seguendo una strada autonoma, il tutto aveva già creato una profonda spaccatura con quegli iscritti che non si riconoscevano nel segretario eletto». Ma da allora cosa è cambiato? «Svuotato il circolo – chiosa Picarelli – e svilito il dibattito interno, l’ultima assemblea, la cui composizione era molto caratterizzata, è stata chiamata solo a prendere atto di decisioni già prese». Una riunione di “pochi intimi” che per l’occasione – secondo l’esponente Pd – «hanno ritrovato la via di un circolo che ha perso la funzione di presidio del territorio e di presenza attiva come luoghi di ascolto, di discussione e di elaborazione. Tutto questo nel tempo ha creato un serio problema di sopravvivenza del circolo stesso, determinando uno scollamento tra la segreteria, gli iscritti e gli elettori. La discussione che ne è scaturita è pertanto fiacca, segnata da un’evidente rassegnazione e piegata alla totale subalternità ad un sindaco (l’uscente) che per cinque anni è stato variamente dipinto come esempio di negatività». Alla luce di ciò, Picarelli ritiene «non più possibile e credibile ritornare all’interno di una coalizione civica nella quale il Pd non si è mai riconosciuto, soprattutto per i comportamenti ostili del sindaco e dove sono stati esclusi valori fondamentali alla base del nostro impegno politico».

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