Altomonte, una ciclofuga da Milano alla Calabria In evidenza

  • Francesco Caporale e Danilo Montesarchio i protagonisti
I due ciclofughisti I due ciclofughisti

ALTOMONTE - Si sono autodefiniti “combattenti metropolitani in bicicletta”, ed ora vogliono fuggire dalla “routine” quotidiana. Loro sono Francesco Caporale e Danilo Montesarchio, due giovani che “dal profondo Sud” sono arrivati a Milano qualche anno fa ed ora lavorano nel mondo della pubblicità e della comunicazione. «Questa città ci ha dato veramente tanto – affermano all’unisono – ma ci ha immersi in quel tedioso meccanismo chiamato “routine” con la quale abbiamo iniziato a combattere tutte le mattine.

La routine in città è veloce, sfuggente e il suo principale bersaglio è difatti il tempo. Ognuno cerca di fuggirne a suo modo e noi abbiamo iniziato (per caso) a farlo in bicicletta. È stato facile capire quanto questo mezzo, sebbene antico, sia di questi tempi assolutamente rivoluzionario. Basta pensare che per sostenere in alto una bici, bastano due mani, mentre essa, riesce a sostenere un corpo intero». Da qui l’idea, per alcuni “pazzesca”, per la loro “prima missione speciale”, che è partita lunedì 18 luglio da Milano e che li ha visti percorrere già buona parte dei circa 1.342 km per 18 giorni, con destinazione il prossimo 3 agosto (forse) – affermavano con una sana dose d’ironia – ad Altomonte, borgo della nostra provincia. Infatti, visto che ieeri 2 agosto erano in provincia di Salerno, l'arrivo è stato posticipato a domenica 7 agosto, alle ore 19, in Piazza San Francesco, dove saranno in tanti ad accogliere i due "ciclofughisti". «Abbiamo deciso – avevano aggiunto – di riprenderci il nostro tempo e per farlo useremo solo le nostre energie. La bicicletta è costruire e questo comporta l’impiego di tempo da parte di qualcuno, ma una volta comprata, funziona solo attraverso le energie del proprio corpo. Quindi ci siamo chiesti “perché anche quest’anno dobbiamo scendere in fretta e non proviamo a farlo impiegando il giusto tempo?». Insomma, lo spunto di “Elogio alla bicicletta” di Ivan Illich, che nel suo libro denuncia «come la “velocità” sia la principale causa dello squilibrio fra le classi sociali» è stata presa ad esempio dai due ragazzoni che hanno deciso di compiere questa impresa per tornare in vacanza nella terra natia. Ed è nata così “Missione ciclofuga”, con gli stessi che si dicono «pronti a vincere una battaglia contro il nostro grande nemico». L’idea del progetto è anche quella di creare una community dove, oltre che far capire il vero potenziale che si cela dietro qualche chilogrammo di ferro (d’alluminio, carbonio, ecc.) misto a plastica e gomma, si possono pubblicare le proprie “ciclo-fughe” per trovare “validi compagni di viaggio”.

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