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Roggiano, tolte le deleghe assessorili alla consigliera Vano In evidenza

  • il Pd passa così nei banchi dell’opposizione
Roggiano, tolte le deleghe assessorili alla consigliera Vano

ROGGIANO GRAVINA - La consigliera comunale Pina Vano, unica in maggioranza del Pd, non è più l’assessore alla Sanità, Urbanistica e Attività produttive. L’ha deciso il sindaco Ignazio Iacone che ha fatto notificare il decreto di revoca delle deleghe. La cosa era palpabile da alcuni giorni e sarebbe esplosa dopo l’ultimo incontro di mercoledì tra la maggioranza e la delegazione Pd, composta dal segretario Angelo Grosso e dallo stesso ora ex assessore. Un summit peraltro abbandonato dagli esponenti del circolo e che aveva fatto già presagire una fumata grigio-scura se non nera come, in effetti, poi è stato.

L’aria di “strappo” non più sanabile era nell’aria, insomma, ed il sindaco – che nominerà a breve un nuovo assessore – si trova comunque senza l'appoggio in Giunta del Pd, unico partito presente a Roggiano, confermando il rapporto “non idilliaco” proprio con i partiti.  Nell’incontro anzidetto, Pina Vano non aveva fatto passi indietro. Anzi, durante lo stesso la delegazione Pd non aveva gradito che «oltre al sindaco ed al gruppo di maggioranza ci fosse qualche altro esponente “non eletto” e quindi esterno». Il sindaco – da quanto emerso – avrebbe cercato di mettere la consigliera Vano «contro il suo stesso partito», difesa invece a spada tratta perché «a differenza del recente passato, quando altri consiglieri hanno voltato le spalle al Pd preferendo la poltrona al partito, l’ormai ex assessore ha confermato che viene prima il Pd per rispetto al suo segretario e soprattutto verso iscritti e simpatizzanti». Infine, poiché erano stati in due i consiglieri dissidenti, va aggiunto che Salvatore Lanzillotti, nell’incontro del giorno precedente aveva fatto rientrare le recenti critiche trovando un accordo per proseguire il cammino amministrativo. Mentre  solo il circolo Pd era rimasto sull’Aventino. L'indomani, convocata d’urgenza un’assemblea del circolo, la stessa  ha deciso – come da Statuto – il passaggio all’opposizione. E' stata questa, peraltro, la prima stringata ma incisiva dichiarazione di Angelo Grosso, segretario del circolo democrat appena finita l’assemblea degli iscritti convocata d’urgenza a seguito della revoca delle deleghe assessorili alla consigliera Pina Vano. La decisione è stata unanime e sarà formalizzata nel corso del prossimo Consiglio comunale. Anzi, vi è di più. «Costituiremo in consiglio – precisa Grosso – il gruppo del Pd perché insieme a Pina Vano ci sarà Tiziana Labrusciano che mi ha già chiesto la tessera del partito». La Labrusciano, giusto per puntualizzare, era stata eletta nella lista “Insieme per Roggiano” a giugno 2016 e faceva parte di quel gruppo di minoranza fino a qualche mese addietro. Poi la decisione di fare “gruppo autonomo”. Ed ora quella di confluire nel costituendo gruppo “Pd”. Sulla decisione di passare dall’altra parte della barricata rispetto alla maggioranza, il circolo Pd non avuto alcuna remora a riguardo. Assoluta unità d’intenti, quindi, perché lo “strappo” dei dem con il sindaco non c’è stato solo tramite la notifica della revoca delle deleghe alla Vano avvenuta giovedì pomeriggio, ma si era materializzata la sera precedente. «Ho ritenuto abbandonare quell’incontro – precisa il segretario Grosso – insieme alla delegazione del partito proprio perché il sindaco ha “minacciato” di revocare l’assessore Vano e non potevamo subire oltremodo quell’affronto». La situazione, già precipitata dunque nel summit di alcuni giorni or sono è quindi esplosa: il Pd ne ha preso atto ed è passato all’opposizione. Il prossimo consiglio vedrà questa nuova situazione: otto consiglieri in maggioranza e cinque in minoranza. Dell’accaduto sono stati informati sia il segretario provinciale Luigi Guglielmelli quanto quello regionale Ernesto Magorno. Proprio Guglielmelli è stato il primo ad esprimere «piena condivisione delle scelte fatte dal circolo di Roggiano». Sulle motivazioni che hanno indotto il Pd roggianese a passare all’opposizione è molto probabile che ci sia una manifestazione pubblica nei prossimi giorni, sopratutto per rendere edotta la cittadinanza.

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