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Altomonte, atti persecutori: arresti domiciliari per un 30enne    In evidenza

Misura stabilita dal Gip presso il Tribunale di Castrovillari Misura stabilita dal Gip presso il Tribunale di Castrovillari

ALTOMONTE - Il reiterarsi di nuovi atti persecutori nei confronti dell’ex compagna ha costretto il Gip presso il Tribunale di Castrovillari ad assegnare ad un giovane, di circa 31 anni, G. M. le sue iniziali al regime di arresti domiciliari.

Al giovane, già noto alle Forze dell’Ordine per gli stessi reati perpetrati a più riprese intorno alla fine di maggio, era stato già imposto il divieto d’avvicinamento e purtroppo ha sempre il solito chiodo fisso: non riesce a mandar giù quella storia finita con l’ex compagna dalla cui relazione, peraltro, è nato un figlio. A distanza di un po' di mesi, nei quali il 30enne sembrava si fosse calmato, lo stesso sarebbe tornato alla carica infastidendo in più occasioni la vittima. Già quattro mesi or sono il tutto cominciò con i primi sms, poi si passò alle telefonate, agli appostamenti e addirittura ad inseguimenti con l’auto. Una situazione ormai degenerata, che videro all’epoca la donna recarsi presso la locale stazione dell’Arma denunciando il tutto al comandante, maresciallo maggiore Antonio Grandinetti. Passata l’estate in apparente tranquillità, ora lo stesso è tornato a farsi vivo e siccome recidivo ha visto un nuovo intervento dei carabinieri che hanno provveduto a segnalare il tutto nuovamente alla Procura della Repubblica di Castrovillari. Le indagini, coordinate dal maggiore Giovanni Caruso, comandante della Compagnia di Castrovillari, hanno visto arrivare sul tavolo del Gip presso il Tribunale della città del Pollino i nuovi incartamenti riportanti gli ultimi episodi circostanziati dei comportamenti oppressivi nei confronti della donna che – alla fine – hanno fatto decidere per inflizione gli arresti domiciliari all’uomo. È ovvio che ora lo stesso non può uscire di casa, pena la reclusione. Ma è altrettanto vero che lo stesso, siccome non riesce a mandar giù quel boccone amaro della relazione finita e di tutto ciò che ne consegue, si potrebbe pensare anche all’intervento dei servizi sociali o duna equipe socio psico-pedagogica che riesca a far redimere i comportamenti dell’uomo che avrebbe bisogno di un supporto di questo tipo forse per cercare di mettersi alle spalle questa storia ed evitare – per tutti – guai che potrebbero essere molto peggiori per entrambi i soggetti.

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