"Solidarietà e Partecipazione" accusa Lo Polito sulle dimissioni di Lo Passo In evidenza

"Solidarietà e Partecipazione" accusa Lo Polito sulle dimissioni di Lo Passo

CASTROVILLARI – (Comunicato stampa) «Quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale ha una gravità senza precedenti nella storia politica di Castrovillari. Il fatto che Lo Polito non abbia ritenuto di informare il civico consesso e i cittadini delle dimissioni dell’assessore Lo Passo, costretto a farlo solo su pressante richiesta dei consiglieri delle liste civiche, dimostra il risibile rapporto e l’assoluta mancanza del senso delle istituzioni e del rispetto che il sindaco ha nei confronti della città e del consiglio comunale».

Lo scrivono in una nota Maria Antonietta Guaragna, Ferdinando Laghi e Giuseppe Santagada, Consiglieri Comunali delle Liste Civiche di “Solidarietà e Partecipazione” che aggiungono: «Le dimissioni di un assessore, già vice sindaco, non sono, e non possono essere, considerate “un fatto privato” come affermato dal sindaco.
L’amministrazione Lo Polito, dall’istante successivo al suo insediamento, è stata interamente assorbita da personalismi e dalla necessità di mantenere coesa una compagine mossa esclusivamente da interessi personali.
Due episodi hanno avuto una fondamentale rilevanza nella lunghissima crisi di governo in atto; e precisamente il passaggio del consigliere Dario D’Atri, dal gruppo in cui era stato eletto, nel gruppo dei “Progressisti” e, successivamente, il documento di sfiducia al sindaco ed a tutti i suoi assessori, sia quelli con portafoglio, sia quelli senza, firmato da tutti i consiglieri di maggioranza.
Ma, per fare chiarezza, procediamo con ordine.
Le ragioni “politiche” che hanno portato il consigliere Dario D’Atri al passaggio nel gruppo dei Progressisti, a soli sei mesi dalle elezioni, non sono mai state rese pubbliche. Il tutto si è verificato con una semplice presa d’atto del Consiglio Comunale, ma le conseguenze di questo passaggio sono state gravide di effetti. L’unica ragione era, evidentemente, la volontà di creare il gruppo consiliare più numeroso all’interno del Consiglio Comunale, tale da determinare la vita o la morte dell’amministrazione Lo Polito. Da quel momento in poi le fibrillazioni della maggioranza sono diventati veri e propri terremoti, è sufficiente andare a verificare le assenze mirate di esponenti rappresentativi del gruppo dei Progressisti al momento della votazione di atti consiliari importanti. Un chiaro messaggio diretto a Lo Polito e agli altri consiglieri di maggioranza, come a voler dire “senza di noi tutti a casa”.
Le dimissioni dell’assessore Leonetti, liberando un posto in Giunta, hanno, poi, rinvigorito gli appetiti dei Progressisti che, non accontentandosi più della probabile presidenza di una delle società municipalizzate, hanno alzato la posta.
Da quel momento le pretese e le rivendicazioni dei Progressisti sono diventate sempre più pressanti. Non saranno sfuggite ai più le ripetute richieste di “visibilità” in Giunta avanzate con ogni mezzo da Pignataro & C., fino ad arrivare ad un vero e proprio ultimatum di 48 ore per esaudire ogni loro richiesta.
Tutte le criticità della gestione Lo Polito, da noi sempre denunciate in ogni occasione, istituzionale e non, con atti formali e dichiarazioni pubbliche, diventano, guarda caso, l’ossatura del documento di sfiducia a firma di tutti i consiglieri comunali di maggioranza.
Un atto gravissimo, rinnegato a più voci dagli stessi sottoscrittori dopo la pubblicazione, che ha accentuato la frattura fra consiglieri del partito unico di maggioranza, il PD, relegato al ruolo passivo di mero spettatore e mai artefice delle scelte operate da Lo Polito & C., chiamato solo a mettere le pezze a comportamenti scellerati ed irrispettosi del Sindaco nei confronti dei suoi stessi uomini.
Tutte queste azioni sono l’ossequio alle logiche della peggiore partitocrazia, in base alle quali il merito, le competenze, l’impegno, il lavoro svolto, cedono il passo alla spartizione di poltrone basata solo su un presunto peso elettorale.
In quest’ottica la politica non è più servizio alla collettività, ma strumento per controllare una comunità ed un territorio.
Vittima di questa logica di occupazione di poltrone senza meriti è diventata, suo malgrado, l’ex assessore Lo Passo, tranquillamente sacrificata sull’altare della presunta stabilità di governo, ma in realtà umiliata nella propria dignità.
La professoressa Lo Passo, scippata del ruolo di vice sindaco (pare neanche preventivamente informata), ha rinunciato anche al ruolo di ancella di Lo Polito rassegnando le dimissioni da assessore alle politiche culturali.
Questa non è una crisi di governo! Questo è uno sfascio!
Quali ulteriori appetiti stimoleranno le dimissioni della professoressa Lo Passo? Basteranno le presidenze delle società municipalizzate – le cui nomine sono attese da ormai 7 mesi - a saziare questa fame di poltrone?
Noi consiglieri delle Liste Civiche prendiamo le distanze da questo modo sterile e scomposto di “amministrare”, che nulla ha prodotto per la crescita e lo sviluppo della città».

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